mercoledì, ottobre 31, 2007

puntualizzazione

non so quanti possano in effetti dire a cuor leggero che abbiano sistemato bene gli aghi davanti alla porta di casa per non fare entrare spifferi. gli spifferi infatti rifuggono gli aghi. se per esempio prendiamo un ago e lo mettiamo davanti allo spiffero, non succederà una mazza e pertanto finora si sono scritte fregnacce. che cazzo c'entrano gli aghi con gli spifferi? a chi può venire in mente un'idea simile? se per esempio entra uno spiffero da sotto una porta, e sotto quella porta si mette un ago, lo spiffero entra lo stesso. certo, si può pensare a un ago enorme, e metterlo sotto la porta. ma il gioco non vale la candela. a quel punto meglio prendere tipo uno di quei serpentoni di stoffa che costano poco e si trovano facilmente, piuttosto che scervellarsi su un ago enorme eccetera eccetera. che poi a quel punto forse non potrebbe più chiamarsi neanche ago. perché nel concetto di ago è insito il fatto che sia piccolo, corto, sottile eccetera. altrimenti neanche la storia del cammello avrebbe senso. così come se chiamassimo "cammello" un moscerino. e non avrebbe di nuovo senso quella storia del cammello. ecco. sembrano, questi, concetti che fosse utile puntualizzare. cioè, definire per bene. come il segno di punteggiatura noto come "punto". appunto. e si torna al punto. che se ne sta lì beato come la capocchia di uno spillo. e nessuno riesce a smuoverlo. e tornando al discorso di prima, se il punto non fosse tipo piccolo come una capocchia di spillo ma grande quanto un campo di calcio, non servirebbe a un fico secco parlare di "puntualizzazione". punto.

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martedì, ottobre 30, 2007

hapax

che fin dagli incunaboli del pleistocene gli altori alluzzino artatamente con prosaiche promesse è truismo tale da suonare anodino, e pertanto non merita pesanza. indarna si palesa dunque l'inferenza testé esposta. avendo pertanto incotto, come d'abito diuturno, ogniqualsivoglia congerie di sintagmi e paradigmi, astrosio torna alla sua accogliente cuora di lattice e piume d'oca e, con l'animo giulebbato, chiude qui la sinecura. ma si riserva unguanno di ritornarvi.

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lunedì, ottobre 29, 2007

pittoresco

pittoresco è qualcosa che colpisce i nostri sensi durante un viaggio e ci fa fare pensieri che sembrano alti invece sono bassi. se fossero persone, non arriverebbero neanche a uno e cinquanta. cioé, bassi, non nani. non è infatti colpa dei nani se sono nani. dei bassi, invece sì. potevano fare qualcosa di più per crescere, cribbio! e invece no. sono rimasti a uno e cinquanta. vabbe', bugia, scherzo. io non sono proprio un gigante. quindi è ovvio che sto scherzando. io sono alto un metro e settantadue. precisi. questo però solo esternamente, perché dentro sono alto almeno uno e ottanta. giusto perché nessuno abbia niente da ridire. a questo punto vorrei tornare al discorso principale, al discorso del pittoresco e dei cazzi e dei mazzi. tutto quanto è pittoresco infatti a me mi sta sul cazzo. se una cosa è pittoresca, pittala, dipingila. senza che stai là a fare vedere quanto sei sensibile. o la dipingi o è meglio che ti stai zitto. vuoi solo fare sapere agli altri quanto sei sensibile, quanto sei esteta. cioè, vuoi fare sapere agli altri che sei più sensibile e più esteta di loro. cioè, in pratica, hai perso un'ottima occasione per stare zitto. ecco. questo volevo dire, a proposito del pittoresco. mortacci del pittoresco. è una di quelle parole che mi fanno saltare i nervi. bah! ora devo calmarmi però. che è lunedì e ho una settimana davanti. e spero che non finisca per starmi dietro. non so se ci siamo capiti. ecco. bah...

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domenica, ottobre 28, 2007

inizio di carriera

scrivo questo post per incoraggiare te, sì, proprio tu, tu che stai per iniziare un nuovo lavoro o intraprendere una nuova carriera qualsiasi. quando ho cominciato, credevo che all'inizio della carriera ci fossero difficoltà e problemi di adattamento. pertanto ho trovato un metodo infallibile per superare queste difficoltà e problemi di adattamento: non iniziare la carriera. provare invece a finirla. quindi, se due più due fa quattro, se uno finisce la carriera, invece di iniziarla, per un semplice calcolo matematico, non dovrebbe fare fatica a bypassare difficoltà e problemi di adattamento. insomma, dove cazzo sta scritto che uno deve per forza iniziare la carriera? non la può finire e basta? uno dice: ma se non inizia come fa a finire? io gli rispondo: se tu pensi che che questo debba condizionarti l'esistenza e non riesci a uscire da questo gioco della mente costretto fra due parole, sono problemi tuoi, non miei, e pertanto non rompermi i coglioni tanto pure che ti spiego non capisci. idiota. beota. rincoglionito. ecco. (ti senti meglio adesso, vero?)

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venerdì, ottobre 26, 2007

wenarto





Signore e signori, è con una certa emozione che annuncio che ho trovato un impavido eroe astruso in youtube. È Wenarto, sorta di astruso indonesiano che qui possiamo vedere in due performance indimenticabili. (Ma sul suo spazio in youtube ci sono più di 200 video, dico più di 200 video, di cui molti dedicati a canzoni italiane come “Che sarà” dei Ricchi e Poveri e “Tu vo’ fa l’americano” di Renato Carosone.) (Ripensandoci, non so se le sue performance siano oggettivamente indimenticabili, io di certo difficilmente riuscirò a dimenticarmele.)
In ordine di posizione, sopra c’è la sua interpretazione di “Brucia la luna”.
Sotto invece una performance gay-sadomaso sulle note dell’aria “E lucevan le stelle” (se ne sconsiglia la visione a chi ha problemi di stomaco o è debole di cuore.)
Bene. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Buona visione. WENARTO RULEZ!!!

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sognare forse

qualche volta si ha la sensazione di sognare e invece non si sta sognando. altre volte si ha l'impressione di non sognare, e invece si sta sognando. per esempio: succede qualcosa di molto brutto o molto bello (Caso a); si fa un sogno realistico (Caso b). per ovviare a questo problema alcuni ricorrono al vecchio metodo detto del "pizzicotto". secondo questa usanza, al limite della superstizione, dandosi un pizzicotto si ottengono i seguenti risultati: fa male (quindi, Caso a: si ha la sensazione di sognare e invece non si sta sognando); non fa male (quindi, Caso b: si ha l'impressione di non sognare e invece si sta sognando). tuttavia questo metodo, per quanto conosciuto e antico, non rispecchia la realtà dei fatti. molte testimonianze e casi di studio hanno infatti dimostrato che a volte non funziona. ma non funzionando "a volte", da un punto di vista scientifico perde ogni validità come metodo di verifica. pertanto, allo stato dei fatti, si può dire che ancora non si conosce un metodo per ovviare al problema sopra descritto, nei casi liminali di cui sopra (Caso a e Caso b), nel mentre è in svolgimento l'evento stesso.

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giovedì, ottobre 25, 2007

nuove teconologie

ho scoperto come superare tutti i problemi di benzina, traffico e inquinamento con un nuovo rivoluzionario mezzo di trasporto:

non sai come arrivare a roma? non sai come arrivare a milano? a torino? a venezia? a bologna? a canicattì? vuoi fare il giro del mondo senza spendere una lira? prova CALCINCULO! con CALCINCULO puoi arrivare in tutti questi posti senza spendere una lira e senza inquinare manco un po'! CALCINCULO, il metodo più economico e sicuro per arrivare in ogniddove. in vendita in tutti i negozi puoi trovare il kit completo di CALCINCULO, che comprende praticamente una scarpa brevettata, un cuscino e un elastico per attaccarsi il predetto cuscino al culo. (ilprodottopuòcausaredannianchemortaliecceteraecceteraeblablabblà.)

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mercoledì, ottobre 24, 2007

rivelazione scioccante

Sono sopravvissuto a quattro tumori, una meningite, un numero imprecisato di infarti e altri acciacchi più o meno gravi. Sono stato un numero infinito di volte fra la vita e la morte e spesso ho dovuto chiamare medici in piena notte, buttandoli giù dal letto, per salvarmi la vita. Angeli che dedicano la loro a salvare quella degli altri. Ma con nessuno di loro, ahimé, sono rimasto in buoni rapporti. È che sono ipocondriaco.

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martedì, ottobre 23, 2007

spirito astruso

professandomi ateo, anche se in realtà credo in una divinità astrusa e disordinata, ma questo lo approfondirò un'altra volta in uno straordinario e imperdibile post, dicevo, professandomi ateo, ma non escludendo che magari poi quando muoio trovo qualcuno tipo gesù, budda, maometto, cazzi e mazzi, mi sono gà preparato cosa gli devo dire. glielo dirò con l'accento romanesco, che secondo me si adatta bene alla situazione. gli dirò: "aò, me so sbaijato! che voi fa? me voi ammazzà?" (capito? tanto sono già morto! E non ho manco il corpo, tipo che c'ho solo l'anima quindi niente donne, cibo, birra, sigarette, droghe e profiterol. voglio dire. insomma. ecco.)

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la triste storia di p.i.


C’era una volta una che si chiamava Inginocchio di cognome. Il problema era che di nome faceva Pompea. E purtroppo all’anagrafe, quando la iscrissero, saltarono la a finale. E quindi su tutti i documenti c’era scritto Pompe Inginocchio. E tutti la prendevano per il culo perché si chiamava Pompe Inginocchio. Allora decise di cambiarsi il nome. Solo che siccome non era molto sveglia, cambiò il cognome. Da quel giorno si chiamò Pompe Funebri.
anzi no.
c'era una volta una che di cognome si chiamava Pompe. e già questo era un problema. ma ebbe la malaugurata idea di sposarsi con uno che di cognome faceva Ginocchio. per cui diventò la signora Pompe in Ginocchio. poi però, per questo ed altri motivi, divorziò. e si sposò con il signor Appagamento. e diventò quindi la signora Pompe Appagamento. (vabbe', forse era meglio prima.)

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domenica, ottobre 21, 2007

esperimento


ATTENZIONE! ESPERIMENTO DI TELEPATIA!
Tu! Sì, tu. Tu che stai leggendo. Tu, proprio tu, sì. Tu che quando avevi circa undici anni, tua zia si avvicinò per darti un bacio e aveva l’alito che puzzava come un topo morto. Sì, dico a te. Perché ti è successo, vero? Visto? BUHAHAHAHAHA!!! Te lo leggo nella mente, anzi, nel buco del culo! RI-BUAHAHAHAHA!!!

berluprodipunk

Io penso di essere anarchico. Ma non sono nessuno rispetto a Prodi e Berlusconi. Loro sì che sono due veri anarchici. Infatti essi fanno un po’ che cazzo gli pare. Pertanto dedico questo video a due veri anarchici, anticristi, punk. (E tu alza il volume.)

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sabato, ottobre 20, 2007

similitudini







(dio mio! se drupi si chiamasse dropi... ah! se drupi sichiamasse dropi!...)

cioè no un momento. perché qui oggi stiamo scoprendo cose. prodi, come berlusconi, ha sempre sognato di fare il cantante. ma se berlusconi usa l'alter ego di mariano apicella, prodi, molto piu' audacemente, si traveste. ha l'identità segreta. pero' cazzo poteva trovarsi un nome migliore e non un anagramma con una sola vocale cambiata! sembra clark kent che si toglie gli occhiali e basta! cribbio! poteva non so chiamarsi, John Giovane, non lo so, qualche cosa sempre di ammiccante come drupi, non dico di no, però insomma un po' di fantasia cribbio! vabbe', tirando le somme: drupi e prodi sono la stessa persona, michele apicella e berlusconi anche, e paparazzingher e penguin di batman pure. ecco. no, ci tenevo a specificare.

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l'altro lato dell'anatroccolo


c'era una volta un brutto anatroccolo. che crescendo diventò ancora più brutto. faceva proprio schifo al cazzo. era brutto da fare schifo. e stava sul cazzo a tutti. perché oltre a essere brutto era anche antipatico, invadente e presuntuso. quando qualcuno per pietà gli si avvicinava, poi se ne scappava a gambe levate perché il brutto anatroccolo era proprio insopportabile. il problema è che crescendo, oltre a diventare ancora più brutto, diventò anche molto forte fisicamente. e quindi si aggirava per gli stagni picchiando gli altri anatroccoli, cigni, papere, oche e tutto quello che gli capitava a tiro. e se qualcuno gli chiedeva perché, lui gli sputava in faccia. tipo: "ma perché fai così?", e lui: "PUH!" (gli sputava in faccia). e vaffanculo.

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venerdì, ottobre 19, 2007

Lapo Elkann e il rasoio di Occam

E se Lapo Elkann fosse un genio? Tipo che tutto quello che fa lo fa apposta. Parlare male in italiano alla tv, l’overdose con i travestiti eccetera. Cioè, per esempio lui voleva fare l’operazione del sorriso della Juventus. Entrò anche in contrasto con Moggi e la triade. E adesso Moggi e la triade sono fuori gioco, la Juventus è una squadra simpatica mentre l’Inter è una squadra antipatica. Certo ha dovuto andare in serie B, la Juve, per diventare una squadra più simpatica, ma forse è stata tutta una strategia. E così l’overdose forse è stata tutta una montatura. E così i congiuntivi sbagliati alla televisione. Certo, non riesco a vedere un obiettivo. Non mi è chiaro cioè a cosa potrebbe portare tutto questo. Fingiamo. Lui fa tutto questo per… per… no, non mi viene in mente niente. Tranne il rasoio di Occam. E quindi scegliere fra le molteplici cause quella più semplice. E cioè che Lapo non è un genio. Ma è l’unica che mi viene in mente. Quindi non sono “molteplici”. Ma magari Lapo ha obiettivi così grandi che non si riescono a vedere. Tipo conquistare il mondo. Ecco. Se per un attimo prendiamo in considerazione questa ipotesi, cioè che Lapo voglia conquistare il mondo, sono sicuro che nessuno se ne accorgerebbe. Troppo grande, troppo improbabile. Intanto, però, la Juventus è diventata una squadra simpatica. E l’Inter antipatica. Comincio ad avere paura…

*Il Rasoio di Occam (Ockham's Razor) è il nome con cui viene contraddistinto un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo e frate francescano inglese William of Ockham (noto in italiano come Guglielmo di Ockham). Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più semplice suggerisce l'inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Ockham impone di scegliere, tra le molteplici cause, quella che spiega in modo più semplice l'evento.

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giovedì, ottobre 18, 2007

Cledonomanzia

La Cledonomanzia consiste nel divinare sulla base delle prime parole ascoltate a caso. Se uno per esempio pensa: come andrà questa cosa? esce in strada e la prima cosa a caso che sente è la risposta. Per esempio uno si sta litigando con la moglie e gli dice: “ma sei proprio una troia!”. Quindi si può interpretare il tutto come: “andrà tutto a puttane!”. Oppure, per fare un altro esempio, si dovrebbe a questo punto trovare un’altra domanda che in genere si fa a un divinatore professionista e poi inventarsi una risposta a caso. Ma questo non c’è più bisogno di farlo in quanto è stato già fatto e soprattutto a chi scrive non gli va. Soprattutto perché chi scrive non saprebbe che chiedere a un chiromante eccetera. Soprattutto perché a chi scrive il futuro gli piace a sorpresa. E se magari quelli sono bravi, magari gli dicono il futuro vero, e gli rovinano la sorpresa. Magari sono solo degli imbroglioni, vabbe’, ma perché correre il rischio? E poi pagarli anche? No, sinceramente non mi interessa. Però questo fatto della Cledomanzia lo trovo fottutamente astruso. Anche perché in realtà siamo tutti cledomanti. Cioè, almeno una volta nella vita abbiamo attribuito significato a quello che sentivamo per caso, o leggevamo per caso. Tipo alla televisione, no? certe volte stiamo nervosi per qualche motivo, accendiamo la televisione, e stanno facendo tipo un programma o un film che si occupa proprio del motivo per cui stiamo nervosi. Ecco. ora fonderò una nuova arte divinatoria: la Tivvùmanzia. Che consiste nell’accendere la televisione e interpretare le prime parole che si sentono come risposta alla domanda che abbiamo in testa. Ecco. mi sono perso. Quando scrivevo i temi a scuola mi dicevano sempre che andavo fuori tema. E non c’è bisogno di aggiungere che non capivano un cazzo. Anzi sì. Infatti l’ho aggiunto.

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mercoledì, ottobre 17, 2007

post anonimo

sempre che nessuno se ne abbia a male, l'altro ieri ho incontrato per la strada un soggetto anonimo. che è venuto verso di me senza guardarmi negli occhi, mi ha superato, ed è andato per i fatti suoi. questo breve incontro con un tipo sconosciuto e piuttosto anonimo, uno dei tanti, mi ha fatto riflettere. bugia. non mi ha fatto riflettere. e non mi ricordo in realtà neanche per bene quello che ho scritto, nel senso che non è che me lo ricordo veramente. probabilmente è successo, tutto qui. e succede spesso. in genere. basta uscire per strada e può succedere anche mille volte, soprattutto se è una giornata di festa e c'è parecchia gente per la strada. tutto sommato non credo valga neanche la pena di parlarne. o di scriverne. e non vedo perché qualcuno se ne dovrebbe avere a male. non c'è un solo motivo che giustifichi questo post. soprattutto ripete un po' i temi del post su Chicchessia Qualunque. pertanto è anche ripetitivo. ma proprio per questo ha un senso. altrimenti, almeno sotto il profilo dell'originalità, poteva avere una sua dignità. invece no.

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martedì, ottobre 16, 2007

Ci sono parole che necessariamente sono antitetiche. Pur non indicando l’una il contrario dell’altra. Cioè, non bello\brutto, buono\cattivo. Quelle non sono antitetiche. Quelle sono contrarie. Ora non mi vengono altri esempi che quello a cui stavo pensando. Cioè, la parola “sagra” e la parola “esclusiva”. Una sagra è una cosa in antitesi con il concetto di esclusività. Pertanto, è ben difficile che si dia il caso di una sagra esclusiva. Però un giorno il sindaco di un comune impazzì e organizzò una sagra esclusiva. La sagra della cozza. Dove prepararono le cozze in mille modi. Però non ci potevano andare tutti. Quindi circondarono la piazza con il filo spinato elettrificato, e dentro ci misero solo le persone invitate. Mentre gli altri potevano solo guardare da fuori. E mentre i privilegiati succhiavano cozze dai gusci, con il sottofondo di canti popolari e gruppi di ballo tradizionali, gli altri guardavano la sagra da fuori. E se proprio volevano partecipare, le cozze se le dovevano portare da casa. E il sindaco pazzo, che impazziva per le cozze, mangiò un sacco di cozze. E rideva sadicamente godendo del fatto che gli altri lo guardavano mentre mangiava le cozze. E beveva vino. Poi però in un attimo di lucidità si rese conto che un giorno o l’altro qualcuno avrebbe potuto vendicarsi, e avrebbe potuto trovarsi lui al di là del filo spinato ed elettrificato, a guardare gli altri che mangiavano cozze e bevevano vino. “No”, pensò il sindaco pazzo, “sarebbe insopportabile”. E si uccise. Mangiando cozze. Cioè, mangiando cozze fin quando non ne poteva più. (Anche perché un’altra conseguenza del concetto di sagra, è l’abbondanza.) Ed essendo tale sagra esclusiva, tale abbondanza risultò essere in proporzione ancora più abbondante di quanto abbondante è in genere il cibo in una sagra. Quindi si può facilmente immaginare quante cozze mangiò il sindaco pazzo suicida. Cioè, moltissime.
Questa triste storia dimostra che mettere insieme parole antitetiche può portare a conseguenze drammatiche.

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domenica, ottobre 14, 2007

parole sante - stammi vicino



Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perché le parole le immiseriscono - le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono fuori. [...] Avevo dodici anni - quasi tredici - la prima volta che vidi un essere umano morto. Successe nel 1960, tanto tempo fa... anche se a volte non mi pare così lontano. Soprattutto la notte quando mi sveglio da quei sogni in cui la grandine cade nei suoi occhi aperti.

dal racconto "Il corpo - Stand by me", di Stephen King

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venerdì, ottobre 12, 2007

reality insanity

ho inventato un nuovo format per un reality. cioè in pratica si devono trovare dei malati, che possono morire o non morire. dipende dalle cure. e allora da casa si vota su che cure fargli fare, in che ospedali farli ricoverare eccetera eccetera. se il malato muore, allora perde. se vince invece, sopravvive. quindi tipo si trovano dei malati di qualche malattia che se non si curano muoiono entro tre mesi. e gli si propone il gioco. ovviamente, tutte le cure sarebbero a spese della produzione. e se sopravvive, e vince, si becca pure dei soldi. ecco. questo sì che sarebbe un reality con i controcoglioni.

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specchi sadici

secondo me, anzi a mio insindacabile giudizio eccetera eccetera, gli specchi sono fra le cose peggiori dell'universo. prima di tutto sono senzienti. bugia che gli specchi sono oggetti inanimati. sono forme di vista senzienti e consapevoli. gli specchi infatti prendono per culo gli esseri umani. e non c'entra bellezza e bruttezza. gli specchi prendono per il culo punto e basta. strutturalmente. tu stai li davanti. che ti guardi e pensi. e quello, lo specchio, si fa un sacco di risate, mentre cerchi di assumere un'aria grave o intensa. o fai un sorriso per vedere come appari agli altri quando sorridi. o per vedere se ti è rimasta qualcosa fra i denti o quanto è diventato grande quel brufolo sul culo. e lo specchio si sbellica dalle risate. io a volte mi sforzo di guardarmi allo specchio senza muovere un muscolo. e mi guardo negli occhi. allora lo specchio si sente scoperto. e usa i suoi poteri magici per terrorizzarti. e no che non lo so. né ho la benché minima idea di cosa voglia dire quando mi dice: "idiota, non lo sapevi?". e forse non lo voglio sapere. pertanto cerco di tenermi alla larga dagli specchi. grazie a dio sono bellissimo.

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giovedì, ottobre 11, 2007

sperimentazione letteraria


stavo pensando a scrivere un libro sperimentale che inizia dalla fine, poi subito dopo c'è l'inizio e alla fine la parte di mezzo. per esempio il libro parla di una storia d'amore infelice con lieto fine. allora, prima di tutto si scrive il lieto fine. poi l'inizio, di quando questi due si conoscono. e quindi tutta l'infelicità. così uno si godrebbe tutta quella infelicità a cuor leggero tanto già sa come va a finire. ecco. secondo me sarebbe una sorta di grandioso esperimento culturale e intellettuale e tutte le genti correrebbero a comprarsi il libro in questione che poi forse è stato già scritto e io non ho detto niente di nuovo. e ora sarebbe fichissimo se mentre scrivo modificassi il post in modo che si capirebbe che la parte iniziale è in realtà la fine e quindi subito dopo ho scritto l'inizio e questa che sto scrivendo ora è la parte centrale. potrebbe arrivare tipo qualcuno che dice: "salve, io sono un intenditore professorone dei tuoi coglioni" (nel senso che io lo penserei, pertanto non puo' dire lui "dei miei coglioni", ma io lo penserei) "quanto da lei scritto è di grande pregio eccetera eccetera e blablabblà". e poi il libro magari verrebbe veramente pubblicato e sarebbe un caso editoriale con tutti che si fanno le seghe su destrutturazione e cazzi e mazzi. ma vaffanculo. (non a voi, vaffanculo al professorone intenditore e a tutti gli ipotetici smanettatori di destrutturazioni, critiche colte e robaccia del genere che serve a scrivere pagine buone solo per nutrire le capre.) (ecco.)

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mercoledì, ottobre 10, 2007

il cielo sopra giambellino

stamattina quando mi sono alzato il cielo era coperto dalle nuvole. e ho fatto tanti pensieri poetici che erano tanto poetici che avrebbero impallidire uno che in genere ha l'abitudine di fare pensieri poetici e non come me che invece faccio pensieri poetici sporadicamente tipo quando mi alzo una mattina e trovo il cielo coperto dalle nuvole. ci tenevo a segnalare questo singolare evento che sicuramente avrà delle enormi conseguenze su tutto il resto. proprio tutto. se per resto intendiamo, letteralmente, il resto. della grigliata. espressione a noi donata dalla preziosa fh che qui ringraziamo e lodiamo. noi. io e tutto il resto. della grigliata. ecco. sono in un circolo vizioso. non riesco piu' ad uscirne. tutto mi sembra ricondurre tutto (sì, soggetto e complemento oggetto) all'espressione "resto della grigliata". che è l'espressione definitiva. e pertanto assegno un osbel alla elaborazione di espressioni definitive a fh. la preziosa.

p.s. nell'immagine i tetti del giambellino da me fotografati e opportunamente ritoccati.

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cugino disoccupato


ho un cugino che vuole lo stesso lavoro di winterskin. e io faccio di tutto per aiutarlo.

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martedì, ottobre 09, 2007

telepatia anale

mi stavo chiedendo, non so con quale diritto, se invece che nel cervello la gente pensasse che il pensiero risiedesse nell'ano. altresì detto: buco del culo. ecco. se uno per esempio è telepate dovrebbe dire: "ti ho letto nell'ano". o, nel peggiore dei casi: "ti ho letto nel buco del culo". il ché effettivamente non sarebbe proprio molto elegante. ma sicuramente molto più divertente. purtroppo però la scienza ha dimostrato che blablabblà eccetera eccetera. quindi, tutti i miei sforzi per definire il concetto di telepatia anale si infrangono contro il muro del positivismo. questo mi causa grande sconforto. che per fortuna dura poco. tipo che è iniziata quando ho scritto "grande" ed è finita quando ho scritto "poco". pertanto la cosa non è di grande intralcio. e ricomincio a pensare a quanto sarebbe bello se il cervello non fosse in testa ma nel buco del culo. ma che cazzo vado a pensare.

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del volo

"questo gentiluomo era convinto di poter volare grazie all'aiuto di questo ingegnoso macchinario. come potete vedere le ali sono arrangiate in modo tale che si muovano con il movimento delle gambe e grazie alle corde attaccate alle sue braccia. l'ombrello sulla sua testa non serve per ripararlo dal sole o dalla pioggia, ma dovrebbe servire da paracadute per rallentare la caduta durante l'atterraggio. il cesto che pende in basso, fuori dalla portata dei suoi piedi, è pieno di provviste che il gentiluomo pensa possano servirgli durante il viaggio. viaggio che è durato esattamente il tempo necessario a cadere dalla rupe al suolo sottostante."

da "Round-about Rambles in Lands of Fact and Fancy" - Frank R. Stockton - 1910

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lunedì, ottobre 08, 2007

Dora Impoi

c'era una che si chiamava Impoi di cognome. e di nome faceva Dora. come sua nonna materna. quindi il cognome non c'entrava un cazzo. e neanche poteva accusare piu' di tanto i genitori. era proprio stata sfigata. infatti il nome dava adito a tanti inconvenienti, situazioni imbarazzanti ed altre molto comiche e spiritose. e se in questo momento non me ne viene in mente nessuna non è colpa mia. è colpa di tanti altri fattori che non sto qui ad elencare in quanto trattasi di fattori molto scorbutici che di farsi elencare non ne vogliono proprio sapere. sono nevrotici. certe volte se la prendono con le vacche. e gli urlano le peggio cose. fortunatamente che le vacche se ne fottono e continuano a ruminargli in faccia. e quelli si incazzano ancora di più e tipo escono, si ubriacano e rompono le vetrine con le pietre o girano video choc sulle autostrade. vabbe', ma questo è un altro discorso. il discorso principale era quella che si chiamava Dora Impoi. Eccetera eccetera e blablabblà.

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ottottobre


oggi è l'ottottobre. sarebbe più giusto che agosto si chiamasse ottobre e ottobre, agosto. così non si potrebbe certo dire che oggi è l'ottottobre. infatti sarebbe l'otto agosto. però l'ottottobre sarebbe anche 8/8. e quindi il tutto sarebbe molto molto più ordinato.

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sabato, ottobre 06, 2007

due anni...


oggi il blog compie due anni. e questo è il video che celebra l'avvenimento. ho usato delle riprese che ho fatto dal treno nei miei ultimi pellegrinaggi. sta a simbolizzare quella specie di viaggio che blablabblà eccetera eccetera. lo dedico a tutti quelli che visitano abitualmente il blog. a cui dico: grazie. e anche a quelli che lo visitano saltuariamente. casomai poi ci restano male. ecco.

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venerdì, ottobre 05, 2007

studio di spalle

uno studio anatomico che ho fatto guardandomi allo specchio. bugia. non sono io. ho molti più capelli. insomma, vabbe'. ecco.

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giovedì, ottobre 04, 2007

non-ritratto

allora. questo è un non-ritratto. nel senso che non so se esiste questo che ho ritratto. probabilmente sì. io mi sono limitato a seguire il braccio e la matita. ed è venuto fuori sto soggetto qui. il suo non-ritratto. quindi non so chi è. se qualcuno lo conosce, è pregato di farmelo sapere. anche se il giorno dopo, cioè oggi 5 ottobre, credo possa trattarsi nientepocodimenoché di Chicchessia Qalunque!


%1

ed ecco qui il buon pg che ha combinato con questo non-ritratto!

ed ecco invece una poesia di kaishe a proposito della gara che quotidianamente si tiene su codeste pagine virtuali. e sui premi.
Le ConSuocere veloci
sui gradini van salendo...
Se le tocchi son feroci:
"Questo podio non lo vendo!"
Astro allora, offre Osbel,
complimenti e cottion
perchè sa che lor son bel
ma posson romper i co*****

p.s. la poesia qui sopra è pubblicata a solo titolo di intrattenimento. astrosio ama le consuocere di amore puro. come ama puro kaishe.

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mercoledì, ottobre 03, 2007

accartocciato

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un altro disegno. una matita veloce veloce. su carta per stampante. così. tipo che mi sentivo accartocciato. e ho provato a disegnarlo. forse. in quanto, se è vero che spesso i disegni rispecchiano blablabblà eccetera eccetera. ecco.

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martedì, ottobre 02, 2007

uomiragni

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ebbene sì. mi piace disegnare. questi sono degli uomiragni che disegnai tempo fa ispirandomi alle tavole di rick leonardi della testata "Spider Man 2099". che mi piaceva un frego. vabbe', così, giusto per. materiali: penna bic e fogli di blocnotes. era notte. mi ricordo ancora.

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lunedì, ottobre 01, 2007

sandokan

c'era una volta una che era innamorata di sandokan. ma proprio di sandokan. non di kebir bedi, cioè l'attore che impersonò il personaggio in oggetto nella serie televisiva. no. questa era proprio innamorata di sandokan. e ce l'aveva in testa uguale uguale a kebir bedi. e non mangiava, non dormiva e stava morendo di consunzione. così per salvarla scrissero una lettera a kebir bedi che si travestì da sandokan e andò al capezzale della fanciulla moribonda. ma quella quando lo vide disse: tu non sei sandokan, tu sei kebir bedi, ovvero l'attore che impersonò il mio adorato personaggio nella serie televisiva! e kebir bedi rispose con accento toscano: o grulla! te tu non ti basta 'he son venuto qui vestito 'ome un bischero? e quella scoppiò a piangere e si mise a urlare: voglio sandokan! ecco. ora non so come finisce questa storia perché insomma non me ne frega più di tanto. e fra l'altro non è una storia vera, probabilmente. e, probabilmente, me la sono inventata. anzi, me la stavo inventando ma mi sono annoiato perché è veramente idiota. senza dire che kebir bedi con l'accento toscano non è neanche tanto originale... bah... uhm... che ore sono? ...
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