lunedì, aprile 24, 2006

topolino


credo che io debba molto della mia formazione astrusa a topolino.
intendo il giornaletto, non il personaggio.
ci erano infatti ai tempi delle storie abbastanza astruse.
una era quella di archimede che inventa dei robot molto simili all'uomo. tanto che poi ne costruisce tanti che non si distinguono dagli esseri umani e vogliono conquistare il mondo. allora archimede per scoprirli escogita un metodo: cioè, dirgli delle cose senza senso, e allora gli esseri umani rinunciano a capire e invece i robot no, e si fondono.
un'altra era una storia di beckett, un personaggio che c'è stato solo poco tempo, ed era una sorta di paperoga ancora più fuori di paperoga. insomma, beckett decide di andare al cinema a vedersi il film "vita delle lumache". al cinema il proprietario è disperato perché il film non ha avuto successo e beckett è l'unico spettatore. allora il proprietario chiede a beckett se per favore, per fargli risparmiare le spese, dietro rimborso del biglietto, sia disposto a rinunciare al film, ma beckett non solo rifiuta, ma si incazza anche. e allora, unico spettatore in sala, comincia il film, con le seguenti parole: "la lumaca, questo gasteropode polmonato..." AHAHAHA! splendido.

cercando cercando ho trovato molte notizie utili sul sito coa.inducks.org
ecco i risultati salienti:
la storia di Archimede è "Archimede e... l'illogica vittoria", disegnata da Giorgio Cavazzano e scritta da Giorgio Pezzin.
la storia di Beckett è "A vida dos caracois", disegnata da Irineu Soares Rodrigues e scritta da Arthur Faria jr.
la storia invece di cui parla Ilaria nei commenti potrebbe essere "Fanta e la macchina del tempo", una storia-pubblicità per "Fanta", definita nel sito di cui sopra "orribile", e pubblicata per la prima volta il 16/7/1989.

6 Comments:

Anonymous ilariar said...

Io mi ricordo una puntata in cui Pippo si costruiva una macchina del tempo. Ma non faceva ridere. Anzi, a dire la verità faceva davvero cagare. W le tette.

24 aprile, 2006 11:01  
Anonymous Anonimo said...

amme certe storie, soprattutto quelle di cavazzano, mi stavano sulla punta della minchia, perchè trattavano sempre di qualche meravigliosa ed assurda invenzione che prendeva piede a paperopoli e topolinia, che poi finiva in vacca con qualche esplosione o lazzi così ed insomma la morale finale era che tutto tornava come prima e che il mondo "non era ancora pronto" per quella cosa.

Dopo che escono tanti piccoli reazionari...ecco di chi era la colpa!! Vaffanculo cavazzano

z.

24 aprile, 2006 12:01  
Blogger astrosio said...

@ilaria: dopo un'invocazione come quella finale, non posso che dichiararmi tuo umile servo.

@z.: cavazzano è solo l'ultimo eroe vittoriano.

25 aprile, 2006 17:27  
Anonymous Niccolò I&I said...

Beckett! Un genio assoluto! Mi ricordo quella storia in cui c'era uno che andava in kayak e Beckett chiede alla folla "ma cos'e' quell'affare?" e uno gli risponde "e' un kayak, idiota!" e allora una pagina dopo c'e' varia gente col kayak nel lago e uno fa "bello, che cos'e'?" e allora Beckett con l'aria tronfia gli risponde "e' un kayak, idiota!" e dunque colui afferra Beckett e lo strangola urlandogli "idiota a chi?" e Beckett si difende con "al kayak! al kayak!" Voglio dire, maremma culo di gufo negro! Spettacolo!

26 aprile, 2006 09:29  
Blogger astrosio said...

niccolò: per veri intenditori.

26 aprile, 2006 12:01  
Blogger astrosio said...

@niccolò
ecco la storia a cui ti riferisci:

Codice Storia: B 860169
Titolo: Cai, Cai, Caiaque!
Protagonista: Walter
Pagine: 8
Layout: 4 strisce per pagina
Tutti i personaggi: Walter, Henrique, Beckett, Olimpia, Paperetta Yè-Yè
Matite: Irineu Soares Rodrigues
Inchiostratura: ?
Soggetto & sceneggiatura: Arthur Faria Jr.
Data di prima pubblicazione: 6 marzo 1987
Data di pubblicazione su quotidiani (strisce) o data di produzione: settembre 1986

26 aprile, 2006 12:10  

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