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lunedì, novembre 23, 2009

mongolfiere, sacchi di iuta e altre cose


vidi per la prima volta una mongolfiera quando avevo non mi ricordo piu' quanti anni ma non dovevano essere poi tanti e alla fine chi se ne fotte. le mongolfiere non mi sono mai piaciute chissa' quanto. non e' che non mi piacciano. ma neanche mi piacciono un sacco. mi piacciono diciamo a un livello medio. come altre cose tipo i sacchi di iuta. no, quelli mi piacciono di piu'. nella mia personale classifica di cose che mi piacciono a un livello medio ci sono: 1) sacchi di iuta; 2) mongolfiere. ovviamente se penso solo a sacchi di iuta e mongolfiere. se penso ad altre cose, magari, un giorno, possono piacermi, sempre in uno share di medieta', di piu' altre cose e di meno altre ancora. ci devo pensare. il giorno che avro' voglia di pensare a questo, stilero' una classifica di cose per le quali nutro una certa indifferenza, sforzandomi di guardarmi dentro e capire che posto della classifica occupano. e scrivero' un post sull'argomento. che togliera' il fiato a chiunque lo legga. nel senso che credo sara' un post di una noia mortale. soprattutto se raggiungero' i cento elementi. il titolo sara': "post dei cento elementi per i quali nutro una certa indifferenza ma non poi cosi' tanta". ecco.

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sabato, novembre 21, 2009

martedi'


secondo una leggenda le scarpe di martedi' vanno messe all'incontrario. ma non e' una leggenda. e' una cazzata che mi sono inventato sul momento dal momento che qualcosa mi ha spinto a farlo. cosa sia questo qualcosa non mi interessa. puo' essere qualsiasi cosa. l'importante e' che nessuno prenda sul serio quella leggenda e si metta le scarpe all'incontrario il martedi'. altrimenti mi sentirei responsabile dei molti disagi causati dalla falsa diffusione della leggenda di cui sopra. no, cioe', la diffusione sarebbe vera. falsa sarebbe la leggenda. detto questo, se qualcuno al martedi' voglia mettersi le scarpe al contrario, libero di farlo. non saro' certo io a dirgli di non farlo. ma non mi dia a me la colpa, perche' penso di aver spiegato bene tutto quanto. al giorno d'oggi se non ti pre-qualcosa, alla fine rischi altre cose. ecco.

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giovedì, novembre 19, 2009

un bel culo

faceva caldo, quel giorno. un caldo della madonna. ma anche di altre divinita' a cui ci si richiama genericamente per imprecare. la mia colt friggeva nella fondina e mi bruciava l'interno dell'ascella sudata. cercavo di non pensare all'odore che poteva esserci la' in fondo. avevo un appuntamento e volevo arrivarci bene, senza insicurezze. il sole attraverso il parabrezza della macchina mi colpiva la faccia, il petto e le gambe con violenza. mi feriva gli occhi e mi rompeva i coglioni in genere. niente aria condizionata, il finestrino tutto aperto serviva a poco meno di un cazzo. anche l'aria che entrava era calda. era tutto caldo, quel giorno. e io dovevo ammazzare quella testa di cazzo che un giorno era stata la mia donna. dovevo ammazzarla perche', da testa di cazzo, si era messa in un casino. aveva pestato i piedi sbagliati. la individuai nella folla. parcheggiai in divieto di sosta. la raggiunsi e le sparai in testa. i capelli svolazzarano, dandomi per un attimo l'illusione che si fosse alzato un po' di vento. invece no. era solo lo spostamento d'aria del colpo partito dalla mia pistola. un fiotto di sangue le usci' dal cranio e la puttana si accascio' a terra. la folla si disperse impaurita. la guardai un attimo, volevo fissarmi nella mente una sua ultima istantanea. anche da morta aveva un bel culo.

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mercoledì, novembre 18, 2009

a scanzo di ecuivoci


quando ero piccolo facevo molte cose che non ricordo. altre le ricordo. ma non me ne fotte niente. sono passati degli anni e quelle cose non hanno alcuna importanza. e li mortacci di tutti quelli che raccontano le cose di quando erano piccoli che a me mi rompono i coglioni che mi devo sorbire ste fregnacce che secondo loro sono interessanti. ma vaffanculo, va'. ovviamente fatte le dovute eccezioni. (non vorrei, senza volerlo, aver offeso qualcuno che lo voglio bene.) (quindi tutti coloro che si sentono chiamati in causa vengono automaticamente ricompresi nelle eccezioni di cui sopra, ecco.) (no, a scanzo di ecuivoci.)

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martedì, novembre 17, 2009

lascia stare


purtroppo devo segnalare una certa carenza di moralita' all'interno di ambienti svariati in cui nessuno si cura della moralita' e invece si curano di altre cose tipo le tibie. infatti, chi si rompe una tibia, per esempio, non pensa alla moralita' e invece pensa alla tibia. tibia vs. moralita' vince sempre tibia. tibia batte tutti. tibia e' un fuoriclasse. tibia spacca. tibia ruleggia. e quando c'e' il derby tibia-perone, sono cazzi. arriva tibia presuntuoso. ma poi arriva perone. e tibia dice: "minchia, quello e' perone!". e sono cazzi. ma poi arriva suo zio, zio tibia, e non ce n'e' per nessuno. neanche per perone. per perone sono cazzi. zio tibia non guarda in faccia a nessuno. e questo post e' davvero un post del cazzo. inutile e senza senso. ma lo zio tibia spacca. ruleggia. e sempre spacchera'. e sempre ruleggera'.

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sabato, novembre 14, 2009

cucina astrusa - pasta con la droga


questa ricetta vuole essere un omaggio a uno che stimo e quindi ora scrivo la ricetta.
prendere della pasta, lessarla. e tenerla da parte. prendere dei funghetti allucinogeni, un tocco di fumo charas, un paio di pastiglie di ecstasy, olio di marijuana, polline di marijuana fresco. un pugno di coca. in una pentola, versare l'olio di marijuana fino a farlo fumare. quindi versarvi il polline di marijuana fresco e farlo soffriggere insieme ai funghetti. quindi calarsi una pastiglia di ecstasy per passare il tempo piacevolmente finche' il polline e i funghetti non sono ben rosolati. a questo punto per far rapprendere il composto, versare il pugno di cocaina e attendere che il tutto diventi uniforme. quindi versare la pasta precedentemente lessata nella pentola e fare amalgamare a fuoco lento. grattare la charas sulla pasta tipo un tartufo e servire.
evitare infine di consumare e anche mettere in opera quanto descritto. chi scrive, lo ha fatto a solo scopo di intrattenimento. pertanto declina ogni responsabilita' per eventuali messe in opera della ricetta in oggetto.

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venerdì, novembre 13, 2009

il post piu' brutto del mondo


quarantotto per settecentoquarantaquattro fa undici. meno otto fa settemilioni. piu' due fa settemilioni piu' due. per quanto tautologico possa apparire il precedente assunto, il discorso puo' prendere una deriva interessante se solo si provasse a concentrarsi sull'argomento e quindi elaborare una sorta di riflessione sugli argomenti che verrebbero in mente una volta concentratitisi eccetera eccetera. fratto due.

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giovedì, novembre 12, 2009

indovinello


assomiglia a un cane, ma non e' un cane. mangia tutto quello che gli capita, ma non e' un tipico animale che mangia tutto quello che gli capita. vive sugli alberi, ma non e' una scimmia. sa volare, ma non e' un uccello. porta le pantofole coordinate con la vestaglia, ma non e' un frocio. usa omettere le desinenze. parla forbito. conto fino a dieci. uno. due. tre. quattro. cinque. sei. sette. otto. nove. e dieci. indovinato? no? meno male. perche' altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi seriamente.

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mercoledì, novembre 11, 2009

convinzioni

una crescita incontrollata del prodotto interno lordo porterebbe il paese alla catastrofe. con una serie di reazioni a catena che farebbero collassare il sistema. tale sistema imploderebbe. come un buco nero, attirerebbe dentro di se' ogni tipo di attivita' produttiva, sviluppo sociale e via discorrendo. pertanto, il controllo del prodotto interno lordo e' di fondamentale importanza nelle strategie amministrative di un nucleo organizzato in forma politica quale uno stato. questo penso io. ma non proprio precisamente. nel senso, che lo pensavo mentre scrivevo. di quali siano, invece, le mie convinzioni sull'argomento non ho la piu' pallida idea. dovrei pensarci, documentarmi eccetera. per poi magari scoprire che non me frega un cazzo. per poi magari scoprire che la mia convinzione e' una convinzione sbagliata, di poco conto, una convinzione di merda, insomma. ecco.

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martedì, novembre 10, 2009

qualcosa del genere


c'era un signore che mangiava in continuazione solo e soltanto un cibo. probabilmente erano carote. ma nessuno puo' dirlo con certezza. anche perche' non vuole rivelarlo. numerosi giornalisti e reporter d'assalto hanno provato a strappargli qualche cosa sull'identita' di questo cibo, ma egli ha sempre mantenuto il piu' stretto riserbo. a questo proposito, c'era anche uno che si chiamava Riserbo di cognome. e i genitori l'avevano chiamato di nome Stretto. il signor Stretto Riserbo. ma questa e' un'altra storia. che non ha capo ne' coda. come l'altra, d'altra parte. e tutto questo succede perche' questo blog ha come obiettivo qualcosa che gli umani ancora non sono pronti a conoscere. e che forse non esiste. qualcosa del genere.

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lunedì, novembre 09, 2009

il pianeta-lontano-di-un'-altra-dimensione


guardando il mondo dall'alto si puo' notare come esso sia granuloso e fatto di piccoli pezzi di formaggio. il formaggio in questione e' prodotto da una schiatta di aristocratici di un pianeta lontano di un'altra dimensione che si chiama pianeta-lontano-di-un'-altra-dimensione. ma che per comodita' chiamano solo pianeta. su questo pianeta ci sono dei cani strani che contrariamente ai cani terrestri non mangiano proprio tutto ma solo degli strani frutti a forma di pera che per una strana coincidenza si chiamano pere. nessuno conosce il sapore di queste pere extraterrestri tranne i cani di quel pianeta che sono tenuti in grande considerazione. non sono proprio animali sacri, ma insomma nessuno gli rompe il cazzo. e poi ci sono altre cose mirabolanti, sul pianeta pianeta, che veramente a raccontarle strabilierebbero come non so neanche che cosa.

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sabato, novembre 07, 2009

pps


voglio fare un pps con delle frasi del cazzo e delle foto del cazzo dove alla fine ci sono delle conclusioni del cazzo che pero' piacciono tanto a quelli che poi rompono i coglioni via mail agli amici e gli mandano sti cazzo di pps. mortacci loro. e' da un po' che non me ne arrivano piu', ma non me frega un cazzo. mortacci loro lo stesso.

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venerdì, novembre 06, 2009

il corso della ragione

sempre che ci sia una qualche ragione per fare quello che sto per fare, ho deciso di non farlo in quanto non c'era assolutamente alcuna idea sul da farsi. quale che sia la ragione. e ho ragione. e non perche' lo dico io. ho ragione in assoluto, punto e basta. ho ragione perche' ho controllato, e avevo ragione. ho ragione perche' ho fatto un corso per avere ragione. e dopo tutti quei soldi che ho speso non posso certo accettare di avere torto! eccheccazzo.

p.s. c'e' un modo facile e sicuro per fare una cosa che mo non mi ricordo... bah... chissa' che cazzo era...

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giovedì, novembre 05, 2009

il cavallo diplomatico

quando le truppe albioniche invasero la terra del mortirolo in compagnia di quattro operai della fiat, entrarono in un'osteria e ordinarono del vino, toccarono il culo alle cameriere e finirono la serata con un tressette ma poi siccome si erano rotti il cazzo di invadere terre, ognuno se ne ando' a casa sua, ma la polizia fermo' le truppe albioniche e gli fece l'etilometro e siccome risultarono ubriachi, tolsero a tutti la patente e il tutto provoco' un incidente diplomatico e allora arrivo' un'ambulanza (che cazzata!) e porto' i feriti all'ospedale diplomatico (nella foto, la radiografia di un cavallo diplomatico coinvolto nell'incidente), dove vennero le prime cure, che erano delle infermiere bone vestite sadomaso che portarono altro vino e insomma tutto un casino...

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mercoledì, novembre 04, 2009

il topo morto

con un topo morto si possono fare molte cose. il topo morto, oggi, ha un'importanza decisiva nelle strategia d'impresa delle varie attivita' d'impresa. senza un topo morto, oggi come oggi, non sei nessuno, sei finito. dove vai se non hai un topo morto? dove pensi di andare? chi ti credi di essere, se pensi che puoi fare a meno di un topo morto? compra anche tu un topo morto. se lanci un bastoncino lontano, il tuo cane certo gli correra' dietro come fanno tutti gli altri cani del mondo. al contrario, il topo morto restera' fermo. non correra' dietro al bastoncino. se metti il collare a un topo morto, e vi agganci il relativo guinzaglio, il topo morto non fara' un passo che sia uno. il topo morto non sporca, non sbava, non abbaia, non miagola, non fa un milione di altre cose che altri fanno. contribuisci anche tu alla causa dei topi morti. i cani saranno cani, i gatti saranno gatti, ma un topo morto e' sempre un topo morto. che poi, al femminile, sarebbe topa morta... hehehe... heheh... hehe... ecco.

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martedì, novembre 03, 2009

il castello dei cani


c'era un re che voleva costruire un castello bassissimo ma larghissimo. poi pero', quando tutto sembrava andare per il meglio, cambio' idea. e decise che voleva solo un castello qualunque. e cosi' chiamo' un architetto qualunque che prese a costruire un castello cosi' e cosi'. ma purtroppo il re cadde in disgrazia e vendette tutto a uno che aveva vinto al superenalotto che uso' il castello per i suoi adorati cani che erano circa 876. uno si chiamava black, uno si chiamava chicco, uno si chiamava puck, uno si chiamava greg, uno si chiamava renzo, una si chiamava diana, una si chiamava frida eccetera. e' inutile che adesso sto qui a elencare tutti gli 876 nomi dei cani del vincitore del superenalotto che compro' il castello cosi' e cosi' fatto costruire eccetera eccetera. anche perche' e' una storia successa tanto tempo fa in un paese lontano lontano. quindi chi se ne fotte.

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lunedì, novembre 02, 2009

il codice degli 84 articoli


Spesso la popolazione mondiale non rispetta le norme del codice scritto da me medesimo, e se le rispetta, ciò avviene per puro caso, non certo perché intendano rispettare le regole suddette. Tale codice consta di ottantaquattro articoli che espongono altrettante regole. Queste ultime regolamentano tutto. Sono solo ottantaquattro in quanto, avendolo scritto io e di mia iniziativa, avevo il diritto di decidere quanti articoli scrivere. E una volta arrivato all’ottantaquattresimo articolo mi sono rotto il cazzo. Come dicevo, con un certo rammarico mi tocca prendere atto che la popolazione mondiale non si attiene minimamente alle norme ivi esposte. Questo non è bello né rispettoso. E allora io che l’ho scritto a fare, il codice degli ottantaquattro articoli? (si chiama “Codice degli ottantaquattro articoli”.) Si deve anche tenere presente che il predetto codice è stato scritto nel mio esclusivo interesse. E, in quanto minoranza (sono solo io, appunto) credo di meritare un po’ di rispetto. Penso che nei prossimi giorni telefonerò all’ ONU, mi farò passare il capo, e gli chiederò di fare approvare una convenzione globale in cui tutti gli stati del mondo si obbligano a fare rispettare almeno una delle regole esposte nel codice degli ottantaquattro articoli. Almeno una, eccheccazzo!

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sabato, ottobre 31, 2009


come away, O human child / To the waters and the wild...
W. B. Yeats

venerdì, ottobre 30, 2009

progetto astrusilandia

basta. e' giunta l'ora di fare un mondo. chiamo a raccolta gli sforzi di quanti in questi anni hanno frequentato questo blog: dobbiamo fare astrusilandia. il mondo in cui tutto funziona secondo le regole (si fa per dire) dell'astruseria. si deve pensare per bene alla geografia di questo mondo. si accettano proposte anche via mail. se avra' successo scriveremo un libro, faremo una sceneggiatura e poi costruiremo un parco a tema. cribbio. e' il momento! e' l'ora! e allora... ecco!

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giovedì, ottobre 29, 2009

i gatti biologici


da qualche tempo ho avviato un'attivita' di coltivazione di gatti. nonostante i miei sforzi, l'attivita' non decolla. infatti, una volta messi i gatti sotto terra, e' molto difficile far spuntare poi la pianta dei gatti. inoltre, spesso si diffonde intorno un odore inconfondibile di carne in putrefazione. ho sei vasetti sul balcone. in cui ho sotterrato un gatto per ogni vasetto. e spero che prima o poi, nascera' una pianta di gatti. molti sono scettici sul successo di questa operazione. ma io non demordo. prima o poi riusciro' a far nascere la pianta dei gatti. e li vendero' a peso d'oro. perche' saranno i primi gatti biologici della storia.

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mercoledì, ottobre 28, 2009

cucina astrusa - pasticcio carnivoro


prendete otto pizze margherita, mettetele una ad una in un frullatore, oppure tutte e otto in un frullatore gigante, e frullatele. una volta ottenuto il composto, in qualsiasi modo l'abbiate ottenuto, unite allo stesso otto uova, sei pacchi di cipster, quarantacinque arance, ottantasei melanzane, novecentocinquantaquattro (954) sottilette e settantasei o settantasette calzini spaiati. impastate il tutto con le mani, abbassate le luci e fate uscire vapore da qualche parte. questo, solo per ragioni scenografiche. di sottofondo e' vivamente consigliata la cavalcate delle valchirie di wagner. e si consiglia anche, durante l'impasto, di assumere un'espressione truce. una volta impastato il tutto, poi, avvolgere nell'impasto, che verosimilmente sara' di dimensioni notevoli, un essere umano a caso. quindi, con un rito magico, infondere vita al composto e ordinargli di mangiare l'essere umano di cui sopra. a questo punto, informare lo stesso essere umano che se vorra' uscirne dovra' mangiare l'impasto.

ingredienti: 8 pizze margherite; 8 uova; sei pacchi di cipster; 45 arance; 86 melanzane; 954 sottilette; 76 o 77 calzini spaiati; un testo di magia; vapore; wagner; un essere umano.

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martedì, ottobre 27, 2009

scherzetto cinese

nella vita bisogna sapere quando voltare pagina. e non e' difficile. quando la pagina finisce, e non c'e' piu' scritto un cazzo, e' quello il momento! a meno che uno non voglia rileggere la pagina perche' gli e' piaciuta un sacco. e allora potra' anche restare tutta la vita a leggere e rileggere la stessa pagina, ma non finira' mai il suo libro! quindi, quando la pagina e' finita, e' meglio voltarla. magari quella era una bella pagina, ma non e' detto che dopo non ce ne siano di altrettanto belle e anche di migliori. e tu, oh si', tu! tu che stai cercando di interpretare il senso di questa metafora: sei un coglione! BUAHAHAHAHAH!!!

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lunedì, ottobre 26, 2009

astromunchausen - la vasca a vela

"hey, di poppa! ed altre espressioni marinaresche!"
capitan libeccio
solcai il mare procelloso a bordo di una vasca a vela della migliore fattura. vi fui costretto in virtu' di una scommessa che consisteva nel perdere il maggior numero di scommesse possibile. e in verita' le persi quasi tutte, ma perdendole, e qui era l'inganno, vinsi l'ultima, e quindi fui costretto, in quanto uomo d'onore, a circumnavigare il mondo a bordo della mia vasca a vela. e pertanto solcai il mare procelloso. procella dopo procella, avvistai un'isola. su quest'isola mangiavano tutti con i piedi. ed era vietato usare le mani. per motivi religiosi. ma questa e' un'altra storia. la storia di oggi e' invece quella del mare procelloso. e della vasca a vela. e della scommessa, certo, e della scommessa.

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sabato, ottobre 24, 2009

il festival di Saremo - by Yossarian

Questa non c'entra niente ma mi sembra un'ottima idea:
Se al posto del Festival di Sanremo facessero il Festival di Saremo?
Ossia, sul palco si presentano dei cantanti che spiegano la canzone che vorrebbero cantare e la carriera che vorrebbero fare.
"Molto bello, molto lodevole" commenterebbe il pubblico che subito dopo darebbe appuntamento ai cantanti per l'anno successivo, per una nuova edizione del Festival di Saremo e nuove dichiarazioni d'intenti.
E cosi' via.
Il tutto durerebbe circa tre ore, avremmo una sola puntata che non costerebbe molto, e soprattutto non dovremmo sorbirci quella merda sonora del vero festival.

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venerdì, ottobre 23, 2009

progetti di vita


sto seriamente prendendo in considerazione l'ipotesi di andare a vivere in kirghizistan, in quanto voglio conoscere la famiglia nella foto e trascorrere con loro piacevoli momenti conviviali mangiando carne di animali tipici di quelle parti, fare i loro balli eccetera. davanti al fuoco. come si vede nei numerosi film sul kirghizistan. che e' una nazione molto famosa per il suo nome.

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