sabato, aprile 21, 2012

caglio e strisce

cerchiamo di capirci: abagapdfjgnbv,b,.bz,adlfgaoogagoafds! ecco. e non si discuta più. su questo argomento non voglio più sentire una parola che sia una. tranne: caglio. se uno dice "caglio", ok. va bene. ma altre parole no. e l'elenco sarebbe lungo. non vorrei sentire, per esempio: abaco, vomere, martinetto, costola, marzapane eccetera. dai, davvero sarebbe lungo l'elenco delle parole che non voglio sentire sull'argomento. praticamente comprenderebbe tutte le parole tranne caglio. quindi insomma, non credo basterebbe il tempo che ho deciso di dedicare alla scrittura di questo post. me ne servirebbe molto di più. probabilmente, stasera starei ancora scrivendo questo post. forse pure domani mattina. e insomma, sinceramente non so quando finirei di scriverlo. facendo una stima approssimativa... no. niente stima approssimativa. parlando invece di altro, perché le maglie di molte squadre di calcio sono a strisce? pensateci. ci avete pensato? io no, stavo scherzando. ecco.

p.s. se hai trovato un nesso fra la foto e il post, sei un tipo strano. se hai trovato un senso in questo post, pure. ma fa niente. è tutto ok. tranquillo. figurati: io l'ho scritto!

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domenica, gennaio 08, 2012

post della minchia

fottutissimi voi, voi che state leggendo, ebbene sappiate che niente e nessuno potrà mai convincermi a fare o a dire questo e quest'altro e bla bla bla, che io sono buono e caro ma se uno mi fa saltar la mosca al naso, finisco come tommaso, poveretto, che di prosciutto chiese un etto, ma il salumiere bastardo, gli dette un etto di lardo.

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martedì, dicembre 13, 2011

post anonimo


questo post è un post molto importante quindi leggete con attenzione quello che scrivo. primo: ho visto un ettaro di terra dattilografato. questo a molti sembrerà impossibile, ed in effetti è impossibile. quindi è altamente probabile che non abbia visto nulla di tutto cio'. detto questo, passo al punto 2 che consiste in due fette di merluzzo essiccato che siccome si e' seccato ha lasciato la sua postazione ed e' andato a farsi una birra con gli amici nel bar "il merluzzo ballante", un bar dove ballano i merluzzi. e ora passiamo al punto tre, ovvero la capacità degli uomini di travestirsi da hostess quando il caso lo necessita. mettiamo il caso per esempio, che salite su un volo, e la hostess piu' bona vi dice che se vi vestite da hostesse e vi fate un giro con il carrello poi ve la dà. voi che fate? non vi vestite da hostess? io sì. e veniamo al punto quattro: ieri sera, verso il tardi, non mi ricordo assolutamente nulla di quello che è successo. probabilmente dormivo. ma qualcosa deve essere successo, se si prende come contesto il mondo intero, quindi vabbe', non posso sapere tutto!
e basta.

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domenica, ottobre 30, 2011

involontariato


c'è un mio amico che fa involontariato. cioè, per hobby, fa tutte le cose che gli piacciono e che possono fare male alla società come picchiare i vecchi, sputare alle prostitute dalla macchina, dire ai bambini che babbo natale non esiste eccetera. questo mio amico vuole fondare un'associazione di involontariato per insensibilizzare la gente ai soliti problemi del cazzo che ormai hanno triturato i coglioni e, fra l'altro, mi sono scassato la minchia di scrivere questo post. ecco.

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sabato, giugno 11, 2011

post sbaliato


c'era questo cane che rompeva il cazzo. madonna quanto rompeva il cazzo. ah, no, ho sbagliato. pensavo di stare al telefono con mio fratello invece stavo scrivendo un post.
comunque l'occasione mi e' gradita per narrare il seguente aneddoto. prima di tutto, bisogna prendere coscienza del protagonista, provando a immaginarlo. allora, sui 40, scapolo, alto e sicuramente non smilzo, capelli lunghi legati dietro a coda di cavallo ma con la chierica bene in vista, denti un po' marci da nicotina, e voce tremante da alcolista. il suddetto tizio, torna a casa dopo una serata di bisboccia, in macchina. va piano, sa di essere pieno di alcol fino al collo, e siccome ha esperienza in fatto di alcol, come ho detto prima, va piano. e' notte, e la macchina rasenta il margine destro della strada, illuminando con i fari per bene piante e muretti a secco (siamo in puglia, salento). a un certo punto, il nostro eroe scorge una sagoma familiare che si aggira per la campagna: e' un cane, e' il suo cane! una serie di domande si affastellano nella sua mente: com'e' scappato? quando e' scappato? com'e' scappato? quando e' scappato? (vabbe', e' ubriaco, che volete...) senza pensarci due volte, il nostro eroe tira il freno a mano e scende dalla macchina. e raggiunge il suddetto cane. l'eroe e' molto seccato dalla vicenda, pertanto rimprovera aspramente il cane, prendendolo dalla collottola, e issandolo a forza in macchina. sul tragitto verso casa, pero', il cane non sembra affatto contento della situazione, e dal sedile di dietro ringhia all'indirizzo del nostro eroe. il quale, seccato e stupito, percuote piu' volte il cane con le mani e lo rimprovera aspramente. quando finalmente giunge a casa, una villetta in campagna, il nostro eroe scende dalla macchina e vede il suo cane andargli incontro festante. a quel punto il nostro eroe si rende conto dell'errore, e si gira verso il finestrino, dove fa capolino un'agghiacciante faccia di cane incazzato nero. a questo punto le risate mi hanno sempre impedito di sapere come e' andata a finire la storia. le risate o l'alcol. ecco.

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venerdì, gennaio 07, 2011

deprecabile post


essendo stato rapito dalle feste, eccomi di ritorno dopo un blitz che mi ha strappato alle aguzzine suddette le quali per tutto il tempo mi hanno torturato a colpi di bistecche, dolci, paste al forno eccetera, spostando il luogo in cui mi nascondevano, da londra alla basilicata. ma sono tornato. ce l'ho fatta. anche quest'anno sono uscito gonfio ma vivo dalle grinfie delle feste. le quali non hanno pieta'. ti aggrediscono alle spalle e ti rapiscono per una quindicina di giorni ma questo l'ho gia' detto ed e' inutile che torno a esprimere concetti espressi. un concetto espresso e' infatti un concetto gia' in precedenza illustrato. un concetto illustrato e' un concetto, a sua volta, gia' espresso in precedenza. perfetto. penso di aver fatto quello che sento come un dovere. altrimenti non mi sognerei neanche lontanamente di fare quanto ho fatto, ovvero, di scrivere quanto ho scritto. bugia. era solo per scrivere altre cose senza senso in questo deprecabile post che non ha capo ne' coda. ecco.

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domenica, agosto 15, 2010

l'estate


un'estate particolare. presente la signora astrusa, ho investito un albero con la macchina. ma non e' stata colpa mia. e' stata colpa dell'albero. che e' rimasto immobile mentre facevo manovra. non e' colpa mia se gli alberi non si muovono e non parlano. e' quanto ho cercato di spiegare all'avvocato dell'albero, che in quanto albero anch'esso, non mi ha degnato di una risposta in quanto, appunto, non parla. gli ho telefonato ma sentivo solo fruscii. e non ha spiaccicato una parola che sia una. insomma, questo mi ha fatto riflettere anche sul problema della deforestazione e sulla differenza fra uomini e alberi. se uno viene da me con una sega elettrica, io che faccio? me ne scappo! come farebbe ogni essere dotato di un minimo di senso critico. invece gli alberi che fanno? stanno li', fermi, impalati! e non vanno da nessuna parte! questo secondo me e' il principale motivo del disboscamento della foresta amazzonica, per dire.
poi ho conosciuto una ragazza triste. questa poveretta e' triste per via del suo nome. si chiama infatti maria emmenthal. insomma, i suoi genitori hanno pensato questo: siccome maria e' un nome che va con tutto, tipo un panino che lo puoi riempire come vuoi, perche' non chiamare la figlia maria emmethal? insomma, ci sono nomi come maria giovanna, maria emilia, maria gomena eccetera, allora perche' discriminare maria emmethal? tutto questo senza pensare che maria emmenthal e' un nome che rende tristi i soggetti a cui viene dato questo nome.
infine, anche se e' la prima cosa che e' successa questa estate, il mio amico fambrus, autore di alcuni post su questo blog, si e' sposato. ho apprezzato molto il ricevimento. ho mangiato un mucchio di cose e bevuto ancora di piu'. sono tornato a casa quasi a piedi, visto che il posto distava meno di un chilometro da casa mia. poi, vabbe', visto lo stato un passaggio in macchina me lo sono fatto dare lo stesso. auguri all'amico fambrus e all'amica anna. ora sono in viaggio. ma quando torneranno troveranno 'sto post dove gli rinnovo gli auguri. ecco.

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martedì, giugno 15, 2010

il ciccione maledetto


gli scrittori maledetti, quelli tenebrosi, bevono per trovare l'ispirazione. e sono tutti magri e con il ciuffo. purtroppo pero' c'era uno scrittore che pure voleva essere maledetto ma per trovare l'ispirazione, invece di bere, mangiava. ingrasso' un sacco e non aveva il ciuffo. insomma, anch'egli era maledetto. solo che invece di bere, mangiava. quando scriveva le sue opere il suddetto scrittore faceva merenda con otto uova, nove etti di pancetta e due litri di latte al cacao, freddo e zuccherato. tanto che, siccome era uno scrittore maledetto, chiamava la merenda, merdenda. e le sue opere migliori le scriveva in uno stato di iperglicemia. purtroppo per lui pero' questo fatto gli toglieva molto fascino. insomma, quando arrivava alle feste tutti lo scansavano perche' era grasso e mangiava come un porco. poi un giorno arrivo' una donna che si interesso' a lui, ma invece che farlo dimagrire, ingrasso' lei. e tutti quelli che gli si avvicinavano nel giro di poco tempo diventavano grassi da fare schifo. insomma, ben presto le persone capirono la cattiva influenza di questo ciccione maledetto e cominciarono a stargli alla larga. questo non fece altro che aumentare la sua dipendenza e cosi' ingrasso' ancora di piu' fino a diventare tanto grasso da essere costretto a stare sempre nudo, perche' non riusciva a trovare vestiti della sua taglia, e a essere rilevato dal satellite e risultare su google maps. e cosi' divenne il primo scrittore della storia ad avere questo riconoscimento. ma non riusci' a goderselo perche' era diventato tanto grasso che non riusciva ad aprire gli occhi in quanto le palpebre erano ingrassate tanto da impedirglielo. scriveva a orecchio. e dettava i suoi romanzi a una scimmia ammaestrata. fino alla sua morte. la sua scimmia impazzi' e se lo mangio'.
aggiunta di elisabetta:
oltre a essere diventata maledetta anche lei gli è venuto il diabete e non ha più potuto mangiare banane per questo,trovo che sia molto triste,però poi la scimmia ha venduto i romanzi del ciccione ed è diventata ricchissima,talmente ricca che si può dire fosse padrona del mondo e per vendicarsi del ciccione che le aveva fatto venire il diabete decise che tutti i ciccioni del mondo dovevano diventare schiavi delle scimmie...ecc ecc e poi nacque il film il pianetea delle scimmie,così andò!

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martedì, giugno 01, 2010

i nomi dei numeri


e' singolare come il numero uno sia un numero singolare. difatti il numero uno e' l'unico numero a chiamarsi cosi' ed e' piu' unico che raro che nel mondo dei numeri ci sia un numero chiamato uno. se ci fosse un altro numero chiamato uno, in effetti, sarebbe un bel problema. quanto fa uno piu' uno? due! risponderebbe subito chicchessia qualunque. e invece no! perche' il secondo uno dell'addizione non sarebbe l'uno solito ma un altro numero che si chiama comunque uno. e quindi la somma sarebbe diversa. insomma, mai nessuno riflette abbastanza sui nomi dei numeri. che, se fossero uguali, potrebbero causare disastri e cataclismi.

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venerdì, maggio 28, 2010

la iggiene


chiaramente non c'e' bisogno di fare riferimento a questo o a quello per parlare di una certa cosa che non conosco ne' voglio conoscere anche se ci hanno presentati a un party in camera da letto di un ospedale per tisici dell'ottocento dove curavano la dissenteria con il purgante. era una serata dove la luna non c'era, era andata a un altro party, da un'altra parte, dove offrivano tartine al ragu' di chiodi dal sapore pungente. c'erano anche i tre cantanti che avevano impersonato i tre tenori in un film sui primi coloni profumati della storia. fino ad allora infatti non tenevano molto alla cura della persona. dopo invece divennero un esempio di igiene per tutti coloro che erano interessati. per gli altri invece no. chi non era interessato aveva le sue buone ragioni. erano tempi in cui per avere un interesse bisognava pagare una tassa. e allora sorsero tutta una serie di interessi clandestini che viaggiavano in incognito e attraversavano la frontiera vestiti da gatto.

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