martedì, ottobre 31, 2006

confessione


devo fare una confessione.
in realtà molti dei post che sono andato scrivendo da un anno a questa parte sono l’eredità estetica delle mie versioni di latino e di greco.
in realtà, ne uscivano dei capolavori di astruseria.
siccome non capivo una mazza, ma arrivavo sempre fino in fondo, ne uscivano dei capolavori del non-sense che a samuel beckett gli pisciavano in testa.
con rispetto parlando di samuel beckett.
e della testa.
e anche del pisciare, nonché del verbo “pisciare”.
e a questo punto, con rispetto parlando anche della parola “testa”.
a questo punto devo dire che uno dei miei desideri più intensi è leggere qualche capolavoro di questo genere. e lavorarci su per trovargli un senso. più o meno.
se qualcuno volesse accogliere questo appello e propormi, via e.mail (astroosio@yahoo.it) una traduzione astrusa di un testo latino o greco, comunque se la procuri, io gliene sarei profondamente grato.
pubblicherei ovviamente immantinente tali capolavori.
ovviamente solo se il mittente vorrà.
e, sempre solo se il mittente vorrà, il tutto a Sua firma.
per esempio.
“il lupo stava sopra all’agnello.”
è vero che è un errore.
ma quante cose può suggerire una frase del genere?
quante cose ci illumina in testa?
migliaia secondo me.
lo so che la prima cosa che viene in mente è una metafora sessuale.
ma non è detto.
per esempio a me è venuto in mente un lupo e un agnello piccoli, di legno colorato.
ovviamente il lupo in equilibrio sull’agnello.
ma ci potrebbero essere derive politiche, sociali, antropologiche.
oppure derive astruse belle e buone.
per esempio.
“il lupo stava sopra all’agnello. l’agnello gli disse: - o!? ma quanto cazzo pesi?! –
e il lupo: - non ti si può chiedere un favore –
e l’agnello: - sinceramente non so come mai io, un agnello, stia portando te, un lupo, sulle spalle, parlando e camminando, correndo su due zampe in questo bosco! –
e il lupo: - quanto la fai difficile! non mi potresti portare dove mi devi portare senza farmelo pesare così tanto? sono o non sono il tuo migliore amico? –
e l’agnello: - che cazzo stai dicendo?!?! vabbè che io non so come ci sono finito in questa cazzo di situazione senza senso, ma un lupo migliore amico di un agnello!!!!! questo è troppo!!!-
e il lupo: - ma ti rendi conto di quello che stai dicendo?!? e voi, vi state rendendo conto di quello che state leggendo? -
e l’agnello: - perché che sto dicendo? con chi stai parlando? –
e il lupo: - stai dicendo che per te è più normale che tu sia un agnello, che stia parlando con un lupo, e che stia trasportando il suddetto lupo sulle spalle camminando su due zampe, stai dicendo che tutto questo è più normale che io, un lupo, sia il tuo miglior amico?! –
e l’agnello: - pant… pant... beh… pant… pant… non volevo dire proprio questo! –
e il lupo: - e che volevi dire? me lo spieghi? –
e l’agnello: - pant… pant… beh… insomma… era un modo di dire… ho usato l’ironia per sottolineare… pant… pant… -
e il lupo: - non sono d’accordo. hai detto esattamente quello che pensi. e quello che pensano tutti. compresi quelli che stanno leggendo questa storia…-
e l’agnello: - perché… questa è una storia che qualcuno sta scrivendo e che altri stanno leggendo? –
e il lupo: - esattamente…-
e l’agnello: - sento che hai ragione… e sento che la sto scrivendo proprio io…-
e il lupo: - esatto! lo vedi che quando vuoi…-
e l’agnello: - pant… pant… ma a questo punto, tralasciando un’altra cosa importante… se io sono l’agnello tu… tu chi sei?! –
PUFF!
ed eccomi di nuovo al mio posto, a scrivere al computer.
hehehehehehehe…
hahahahahahaha…
HAHAHAHAHA…
BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
(buon halloween!)

9 Comments:

Anonymous Rocco Loturzo said...

debbo scartabellare un po tra una montagna di cartacce in una montagna di cartoni,
e sarai servito a nozze!

raccomanderei l'analisi della succitata frase quale semplice esempio di astruseria d'impatto!

non so che cosa voglio dire
ma non mi interessa

Rocco Loturzo

PS
ma che cazzo volevi l'altra volta che ti ho mandato male?

31 ottobre, 2006 15:46  
Blogger astrosio said...

di cosa parli?
perché affermi ciò?
io mi divorerei un braccio, e lo sai.
anzi, aspè che mi è venuta un'idea.

31 ottobre, 2006 17:48  
Blogger Nannarell said...

Purtroppo non ho le traduzioni fantastiche che facevo di latino e che erano tutte immaginate da me ma ricordo che a me piacevano molto quei problemi di fisica e/o matematica tipo:

Siamo su un autobus di 12 metri, con 20 persone, che va a 85 km orari, nel autobus c’è una mosca che va da dietro in avanti ad una velocià di 2 metri al secondo – era la super mosca- contemporaneamente dal deposito sta uscendo un altro autobus che va a 30 km orari e che circola –sto matto- nella stessa strada ed in direzione opposta alla vostra, cioè vi viene in contro –sto matto-…se voi siete partiti alle 7 e l’altro alle 5:30 a che ora e dove vi scontrerete? Poi
Quante volte avrà fatto su e giù per l’autobus la mosca prima dello scontro?…poi…
quanti sono i sopravvissuti? …poi
A me veniva da rispondere che Io non c’ero perché non prendo mai l’autobus cosi presto, per fortuna, e che la mosca l’avrei amazzata subito se mi rompeva a quella velocità su qualsiasi mezzo, ma niente, c’era da obbligare il cervello a credere tutte queste premesse fesse, e poi dare pure una soluzione.
Vera violenza.

31 ottobre, 2006 19:22  
Anonymous drì said...

peccato che tu non sia stato un mio compagno di classe al tempo del Rocci e del Castiglioni

31 ottobre, 2006 20:52  
Blogger astrosio said...

nannarell, una stronza peggiore non se la potevano inventare. hai fatto bene a pensare quello che pensavi...

dri, innanzi tutto io ti accolgo a braccia aperte nel mio blog, visto che ancora non ti ho dato il benvenuto.
secondo, il castiglioni era IL, vero?

01 novembre, 2006 10:00  
Anonymous Anonimo said...

idem...idem...la scuola è un luogo astrusissimo che ispira miliardi e miliardi di racconti astrusi, assolutamente reali.

f.

01 novembre, 2006 10:29  
Anonymous Anonimo said...

è un enorme blog con post dappertutto: sui diari, nei cessi, sul fondoschiena, sui banchi, sui muri...

01 novembre, 2006 10:34  
Blogger astrosio said...

sì ci sono blog dappertutto.
sì, la scuola è un luogo astruso per eccellenza. i professori in media vivono in una dimensione tutta loro.
sono drogato di gesso.

01 novembre, 2006 12:03  
Anonymous drì said...

si il castiglioni era IL :)
grazie per l'abbraccio.

01 novembre, 2006 13:24  

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