domenica, ottobre 26, 2008

l'ispirazione


Usciva in strada a inseguire l'ispirazione, trasaliva per averla colta, poi
abbandonava la sua opera e ne vagheggiava un'altra piu' bella.
(Gustave Flaubert, L'educazione Sentimentale )

Languiva il giorno quel giorno.
Le ore della sera lo rincorrevano lente. Ma inesorabili.
“L’ispirazione”, pensò, “l’ispirazione è l’anima dell’arte, il suo asse portante, la sua ossatura”.
Cosa fosse per lui l’ispirazione è presto detto: era ciò che è chiamato “sentimento” dalle massaie, “amore” dalle adolescenti. E “romanticismo” dai professori di liceo beoti quando fanno il paragone con l’illuminismo. “Sensibilità”, dalle vecchie zie grasse, amanti dei fiori.
Socchiudendo gli occhi, scrutò a lungo l’orizzonte e, come rapito, decise d’un tratto che dello splendido panorama che aveva di fronte ne avrebbe fatto un disegno.
Tirò fuori dalla tasca del lungo cappotto nero l’inseparabile taccuino su cui annotava le sue emozioni e tracciò, su un foglio libero, la linea dell’orizzonte.
Sulla parte destra del foglietto tracciò invece una linea verticale con l’intenzione di riprodurre l’alberello che era alla sua destra.
Dopo i primi due tratti si accorse però che forse l’ispirazione non era bastata a far somigliare il suo schizzo a quanto aveva di fronte.
Prese allora a fissare turbato quanto aveva tracciato sul foglio.
Lo fissò per un po’… poi, pian piano, qualcosa cominciò ad affiorare alla sua coscienza.
“…massi’ ” pensò”come ho fatto a non vedere!”
Quelle due linee incrociate erano in realtà molto di più di quello che sembravano.
L’ispirazione gli aveva fatto da scandaglio per l’ inconscio, permettondogli di tracciare le linee del suo personale, destrutturato, tramonto d’autunno.
Era un’emozione indescrivibile scoprire l’armonia di quelle forme apparentemente banali.
Una sorta di ritorno all’infanzia, ai primordi della sensazione.
Al pleistocene della percezione.
Che movimento, che energia, che scalpore promanava da quei semplici tratti.
“L’orizzontale dell’orizzonte si oppone al verticale dell’alberello che a sua volta interrompe la continuità spazio temporale dell’orizzontale dell’orizzonte”, pensò.
“Ecco! Il tempo del disegno, e, se vogliamo, lo spazio della musica!”
D’ora in poi il tramonto lo avrebbe visto così, come bloccato sul blocchetto: era quello il suo immaginario destrutturato, quello il suo vero tramonto.
Sentiva di averne carpito l’essenza ermetica, intima, vaginale.
“Dove non c’è spazio, non c’e’ luce, non c’e’ materia. Solo orizzontale e verticale.”
D’altra parte, come avrebbe la sua mano, così ispirata, potuto sbagliare qualcosa?
“Non c’è niente di sbagliato nell’arte”, pensò, “perché tutto esprime qualcosa, esprime qualcuno, esprime…esprime e Basta!”.
L’emozione si fece insostenibile.
Divenne commozione.
Si passò sugli occhi una manica del cappotto.
Il coglione.

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13 Comments:

Blogger angie said...

prima.
qui e nel tuo cuore.

mi manchi, ma non posso fare altrimenti.

27 ottobre, 2008 08:17  
Blogger Kaishe said...

Buongiorno Astrosio... e un bacio ad Angie che trovo già qui...

27 ottobre, 2008 08:20  
Blogger astrosio said...

angie, mia musa adorata, nulla che mi riguardi deve turbarti. ecco. e oggi sei, anche formalmente, coperta d'oro.

kaishe, buongiorno anche a te. e complimenti per l'argento! e mi associo al bacio. ecco.

27 ottobre, 2008 08:22  
Blogger Kaishe said...

Ho letto... ma sono ancora ottenebrata dall'ozio domenicale e dal sonno quotidiano... poi ripasso di sicuro ma a prima vista... Mak Omme T Vengon?

27 ottobre, 2008 08:55  
Blogger astrosio said...

kaishe, e' l'ispirazione. BUAHAHAH!!!

27 ottobre, 2008 09:02  
Blogger elisabetta said...

buongiorno..difficile lasciare un commento a questo post..manco di ispirazione in effetti..

27 ottobre, 2008 10:44  
Blogger astrosio said...

maledetta ispirazione...

27 ottobre, 2008 10:48  
Anonymous tricologia semantica said...

io ho preso l laurea in commenti fuori tema
e su questo blog faccio personale vanto delle mie vaste competenze
quindi oggi non sarò da meno

il solo parlarne, in quanto tale, esalta vigoroso l'essenza del contenuto, e, a mio insindacabbile avviso, si pone avvincentemente in competizione col post stesso, esprimendo nella sua semplicità, un ulteriore concettualità di forme con il preciso obiettivo di oscurare il post principale.

dedico questa mia arringa a kay e alla mia anonima ammiratrice, vuoi per chè meritano tutto il mio affetto, senza nulla togliere agli altri affettuosi partecipanti, ma anche epr consolidare la mia presenza sul pubblico, a discapito del proprietario di questo blog.

questa perniciosa malizia, non nasce da qualsivoglia astio o motivazione plausibile nei confronti del succitato titolare, ma a puro scopo polemico, in quanto ambedue amanti del contraddittorio polemico fine a se stesso.

siamo due masochisti, che spesso e volentieri rasentano la purezza dell'eccellenza nelle astruserie da noi stessi poste in atto.

Rocco Loturzo

27 ottobre, 2008 11:51  
Anonymous Anonimo said...

Rocco pur'io! eccaaazzzzzzo se fa male lo stincoo!

volendo concludere il frenetico scomposto ballo in cima a una scaletta a tre gradini, sono rovinata dentro la cabina armadio danneggiando un cassetto e sfondando due scatole.
ehm. soccorsa con ghiaccio dal musicista.

anonima infortunata

27 ottobre, 2008 15:15  
Anonymous Anonimo said...

ps. è che il mio sogno era il ballo delle debuttanti. perciò mi butto da tutto. Rocco mi porti a ballare il valzer del cadetto? eh? eh? ti supplico in ginocchio.

27 ottobre, 2008 15:21  
Anonymous Anonimo said...

...dai tesoro, rientriamo in cabina...reggimi il vestito...
ma non puoi uscire così! sei fuori di cassetto!

27 ottobre, 2008 16:57  
Anonymous Anonimo said...

Roccoooooo!

27 ottobre, 2008 16:58  
Anonymous pg said...

no, niente è che oggi volevo essere l'ultimo, scusare chiudo la porta!

27 ottobre, 2008 20:23  

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