venerdì, febbraio 24, 2006

storia della letteratura italiana (dedicato a i&i)

questo post è dedicato all'autore del blog www.idiotaignorante.splinder.com, in quanto si merita una lezione.


Caro idiotaignorante,
scusa ma tu esageri parlando di questo con tanta esaltazione. sarà pure un bravo scrittore questo martin ma certo non è che è un dante, un petrarca.
quelli sì che sono grandi scrittori. non martin.
che invece è solo uno che si inventa storie inventate dove niente è vero ed è tutto inventato. mica parla di come l'inferno il paradiso o il purgatorio, come dante.
questo si inventa proprio tutto. e così tutti lo possono scrivere un libro.
invece, mica tutti vanno in giro con un fantasma in inferno, purgatorio e paradiso. o come a petrarca che scriveva le poesie solo su quelle che non gliela davano. perché se no, non era più amore angelicato, ma amore terreno.
Sulla scorta di quello che la mia professoressa mi ha insegnato al liceo (classico), ecco una breve storia per acculturarti, caro idiotaignorante.
Dopo dante e petrarca venne l'epoca degli scrittori pessimisti.
Dove tutti erano più o meno pessimisti. Gli ultimi ottimisti furono dante e petrarca.
guicciardini e machiavelli erano infatti entrambi pessimisti, solo che a questo punto una domanda è d’obbligo, cioè è normale che uno se la ponga. E la domanda è: chi era più pessimista dei due? Apparentemente si può dire machiavelli perché diceva che l’uomo nasce cattivo, mentre invece guicciardini diceva che l’uomo nasce buono. Ma invece non è vero, perché per guicciardini l’uomo anche se nasceva buono, diventava per forza cattivo. Mentre invece per machiavelli anche se l’uomo è cattivo di natura, poi qualcuno, ma solo qualcuno può diventare buono. Quindi, in sostanza, guicciardini era più pessimista di machiavelli.
E veniamo a leopardi, che pure era molto pessimista. Infatti il pessimismo, più o meno sono tutti pessimisti gli scrittori. Quelli bravi. Poi vabbè, ce ne sono tanti che sono ottimisti, ma non sono bravi. Leopardi aveva pure la gobba, ma non era per quello che era pessimista. Era pessimista perché non lo facevano uscire di casa. Poi, quando finalmente uscì di casa e viaggiò, rimase deluso dei viaggi e rimase pessimista.
Poi c’erano i futuristi e i crepuscolari. Ma non erano molto bravi.
Poi venne pirandello, che pure era pessimista però era ironico, quindi alla fine, era simpatico. Ma purtroppo aveva la moglie pazza, e così pur essendo ironico, rimase pessimista.
Poi venne svevo che si interessava alla psicanalisi ma non ci credeva. Infatti, c’era sempre l’ultima sigaretta accesa e non riusciva a smettere di fumare, non lui, zeno, che però era svevo stesso.
E questo dimostra che era pessimista.
Ai giorni nostri scrittori bravi non ce ne sono più.
FINE


precisazioni e ringraziamenti: non so se è abbastanza chiaro, ma tutto quanto riportato in questo post può a buon titolo considerarsi un estratto delle lezioni di italiano della mia professoressa del liceo (classico, ripeto, classico). sono il cuore delle sue riflessioni, la sostanza dei suoi insegnamenti. e non si stancava mai di ripetere quanto sopra riportato, anche per due o tre mesi, ogni volta che prendeva in considerazione un autore. tranne i crepuscolari e i futuristi, che "sì, vabbè, stanno sull'antologia, ma non erano molto bravi". ora è morta. guerra all'anima sua.

2 Comments:

Anonymous Niccolò I&I said...

Di scrittori bravi ce ne sono, e fortunatamente non sono degli sfigati gobbi di merda di nascita recanatese, ne' rompitori di coglioni con le loro donne angelicate (che pero', una volta posata la penna, andavano a tradire bellamente con le troje).
Poi ecco, a me la letteratura italiana non mi piace, perche' tratta di cose poco interessanti in modo ancor meno interessante (anche se i tizi ganzi ci sono, tipo Buzzati o Calvino, ma al liceo non te li fanno mai studiare e ti ammorbano invece con Manzoni che secondo fonti attendibili era un negro).

24 febbraio, 2006 14:52  
Blogger astrosio said...

sei un insensibile. faresti piangere la mia professoressa del liceo. che però è morta. e io ci sono rimasto tanto male, perché non ho mai avuto l'occasione di sputarla in bocca. come gesto d'amicizia e stima, ovviamente.
e poi non mi piace chi fa ironia sui negri. poveretti.

24 febbraio, 2006 18:48  

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