lunedì, marzo 06, 2006

spin off: la cacca, la morte e le stelle


credo che una delle fini più astruse che si possano fare, sia quella di morire mentre si fa la cacca sotto un cielo stellato. per un attimo, l'attimo del trapasso, sei a contatto con le tre cose più astruse del mondo. stai guardando le stelle, il massimo dell'astrazione, stai facendo la cacca, il massimo della concretezza, e stai morendo, il massimo del mistero.
mentre ti stai sforzando di emettere l'ultimo stronzo della tua vita, ti viene un infarto, ti si rompe una qualche vena o arteria importante, insomma, muori.
e pensare che stavi guardando le stelle, accovacciato nel deserto, per trarre ispirazione.
che poi se non sbaglio, quando uno muore, fa la cacca.
infatti io mi ricordo che quando un mio amico stava per morire in mare, lo portammo all'ospedale svenuto e viola, e si era (già) fatto la cacca addosso.
per una serie di circosantanze, ero rimasto solo nella camera dell'ospedale, mentre gli altri erano andati a telefonare alla madre.
e mi ricordo che l'infermiere mi disse "puliscilo!". e io non capii che secondo lui dovevo pulirgli la cacca, e gli tolsi la sabbia, con le mano, dai piedi.
poi dissi all'infermiere: "io ho fatto". quello mi guardò come se lo stessi prendendo per culo, ma io pensavo veramente che avevo fatto quello che mi aveva chiesto. e mi cacciò dalla stanza.
ovviamente a me non dispiacque, ma capii subito dopo che quel bastardo si voleva risparmiare quella pulitura che gli spettava.
e io benedissi la mia idiozia, che mi permise di non pormi il problema di fargli notare o meno che spettava a lui quel compito, il ché probabilmente avrebbe dato adito a discussioni e a litigi.
cmq il mio amico era già fuori pericolo, infatti ora è vivo e sta bene, e fa la cacca come tutti.
non nelle mutande insomma.
almeno credo.


p.s. indico un concorso: regalo cinque centesimi di euro, spese di spedizione a mio carico, a chi scrive la più bella storia, a mio giudizio, sull'uomo (o la donna) che morì facendo la cacca sotto le stelle. potete spedirle a astroosio@yahoo.it

13 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Il bongo suonava a palla, su quella spiaggia. Henry era già completamente strafatto a gangia ed alcool e semplicemente stava là vicino al fuoco a non capire un cazzo. Un refolo fresco arrivava dal mare e gli raffrescava i lombi....lui avrebbe voluto dire due battute cazzute di quelle che gli venivano sempre a quella tipa là, che entro la serata l'avrebbe data a qualcuno random, ma proprio non ce la faceva a far altro che non capire un cazzo.
All'improvviso il refolo lambì i lombi un pò troppo, un sommovimento intestinale lo sconquassò restituendogli improvvisamente lucidità assoluta....riuscì con sufficiente e dignitosa rapidità a mettersi in piedi e barcollare vicino i cespugli della pineta...con un sospiro di sollievo primordiale, abbassò il costumino aderente e cominciò un edificante e filosofica evacuazione.
Le stelle erano luminosissime, e guardarle non costava un cazzo. Così pensava mentre intanto per qualche strano riflesso l'uccello gli diventava barzotto....magari mi trattengo per un piccolo extra...così pensava sotto quel cielo stellato.
Purtroppo non poteva sapere che l'improvviso afflusso di sangue in quella sua appendice pendente (di dignitose dimensioni anch'essa) sarebbe stato captato da uno splendido esemplare maschio di serpente a sonagli della pineta texana.....quel fagottino caldo e pulsante era come un piccolo topolino perso nella pienta per il suo acuto senso all'infrarosso.
Mentre Henry rifletteva sulle bollette elettriche, le grassone del web, le stelle così luminose e cagava e si sparava una pippa nel contempo, il serpente percorse la distanza che lo separava dal suo uccello e con uno scatto fulminero scaricò tutto il suo letale veleno proprio sulla punta dell'uccello di Henry. A cui, paradossalmente, la stimolazione piacque ed ebbe un'orgasmo da mozzicata. L'orgasmo accellerò la diffusione del veleno, e nel giro di 10 secondi, Henry, continuando a non capire un cazzo, morì vicino alla sua merda calda fumante sotto le luminose stelle dell'emisfero australe.

Firmato: Anonimo Coprologo Maledetto.

06 marzo, 2006 15:05  
Blogger astrosio said...

bravo anonimo. mi e' piaciuto tanto codesto raccontino.
ora pero' se vuoi avere i cinque centesimi di euro, che se resti l'unico concorrente vincerai di certo, non puoi rimanere cosi' anonimo, almeno un indizio postale me lo devi dare, a me.

06 marzo, 2006 19:30  
Anonymous Anonimo said...

grazie per i complimenti, ma sono molto modesto, e voglio che devolvi il ricavato al lion club di rieti. L'anonimato è favorito dal modo di registrazione assassino di questa cacata di piattaforma.
Fino ad allora, chiamami zorro.

Zorro.

07 marzo, 2006 11:33  
Blogger astrosio said...

ok zorro. devolverò la somma al lion club di cui sopra.

07 marzo, 2006 15:00  
Anonymous Anonimo said...

"cavolo che cacata" pensò augusto quando ebbe completato la complessa operezione consistente nel defecare accovacciato tra le roccie, mentre con una mano tenva scosatati i pantaloni per non sporcarli, e con l'altra si teneva la sigaretta. Il fatto era che lui proprio non ci riusciva a cacare senza sigaretta. Chiamatela abitudine, chiamatela vizio, chiamatela come cavolo vi pare ma lui a quella sigaretta non ci rinunciava, nemmeno in un momento critico come quello. Fece l'ultimo tiro, e ancora con i pantaloni abbassati alzò lo sguardo. Oltre la canna cromata della beretta scintillante scorse un cielo stellato. "Quanto mi stanno sul cazzo le stelle!" Sentenziò laconico. L'indomani effettivamente qualcuno disse di aver sentito un rumore che assomigliava uno sparo, ma vai tu a pensare... "Cacca e morte sotto le stelle" scrissero i giornali, e dire che ad Augusto le stelle stavano pure sul cazzo.

PG

07 marzo, 2006 15:22  
Anonymous Anonimo said...

Ma il texas non sta nell'emisfero boreale? l'hanno spostato?

baci
Zio naperone

07 marzo, 2006 15:24  
Blogger astrosio said...

splendido PG.
mi toccherà sborsare dieci centesimi di euro per sto ecsequo.
mannaggia.
ma l'arte richiede il sacrificio dei mecenati.
da sempre è così e così sempre sarà.

07 marzo, 2006 15:36  
Anonymous Anonimo said...

il serpente era lì oriundo, importato da un cargo battente bandiera nepalese.

Z.

07 marzo, 2006 18:49  
Blogger astrosio said...

zorro ha sempre la battuta pronta. è fortissimo a tennis.

07 marzo, 2006 18:56  
Anonymous ilariar said...

Io mi dissocio da questa competition che non fa altro che rimarcare lo spirito dittatoriale e autoreferenziale del proprietario del blog. Tra l'altro, egli aveva pormesso siti internet, ricchi premi e cotillons e che ci rimane? Uno stronzo nelle mutande. Una delusione dopo l'altra, Astrò!
ps: tvb

07 marzo, 2006 22:59  
Blogger astrosio said...

io ti amo proprio, altroché questa minestrina del tvb, io preferisco il gusto forte del ti amo.

08 marzo, 2006 00:08  
Anonymous ilariar said...

Il gusto bastardo del ti amo, insomma...

08 marzo, 2006 12:11  
Blogger astrosio said...

il gusto "forte", come quello della gomma del ponte, no, quello era il gusto lungo. boh. non mi ricordo. comunque ti amo.

08 marzo, 2006 15:02  

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