lunedì, agosto 27, 2007

i pezzi

finita l'estate, almeno da un punto di vista lavorativo, bisogna rimettere i pezzi a posto... visto che a mio insindacabile nonché apodittico giudizio l'estate mette disordine, nella vita, nell'amore, nel lavoro... dedico pertanto video, post e canzone a quelli a cui... tocca rimettere i pezzi a posto...

Came the night a mist dissolved the trees / And in the broken light colours fly, fading by. / Pale and cold as figures fill the glade / Grey is the web they spin, on and on, and on and on. / Through the flame still summer lingers on / Through her pictures soon shatter. / All, always the same, / But there appears in the shades of dawning. / Though your eyes are dim, / All of the pieces in the sky. / There was once a harvest in this land. / Reap from the turquoise sky, harlequin, harlequin, / Dancing round three children fill the glade, / Theirs'was the laughter in the winding stream, and in between. / From the flames in the firelight. / All, always the same, / But there appears in the shades of dawning. / Though your eyes are dim, / All of the pieces in the sky. / All, all is not lost / And light appears in the shades of dawning / Whey your eyes can see / Order the pieces, put them back, put them back.

[E' scesa la notte e una foschia ha fatto svanire gli alberi / E nella luce velata volano i colori che vanno sbiadendo. / Pallore e freddo, come figure, hanno riempito la radura / Grigia è la tela che stanno tessendo, sempre più fitta. / L'estate indugia ancora col suo splendore / Con i suoi quadri che saranno presto sgretolati. / Tutto è sempre lo stesso, / Ma qui appare nelle sfumature dell'alba, / Sebbene i tuoi occhi siano velati, / Da tutti i suoi frammenti nel cielo. / Una volta c'erano le messi in questa terra. / Mieti dal cielo turchese, arlecchino, arlecchino, / Danzandoti attorno tre bambini riempiono la radura, / Erano loro le risa nel ruscello sinuoso, / E tra di loro.Vicino al bagliore del focolare. / Tutto è sempre lo stesso, / Ma qui appare nelle sfumature dell'alba / Sebbene i tuoi occhi siano velati, / Con tutti i suoi frammenti nel cielo. / Non tutto, non tutto è perduto, / E la luce appare nelle sfumature dell'alba / I tuoi occhi pieni di lacrime possono vederla / Riordina i frammenti, rimettili a posto.]

Harlequin - Genesis "Nursery Crime"

18 Comments:

Blogger Kaishe said...

PRIMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!

IUUUUHUUUU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

27 agosto, 2007 16:47  
Blogger astrosio said...

vinto!

27 agosto, 2007 16:48  
Blogger Kaishe said...

Grazie e inchino al pubblico che mi tributa questo applauso....
Sappiate che non considero un onore solo mio l'aver vinto, ma lo condivido volentieeri con tutti voi che avete partecipato al mio duro allenamento apodittico...
... ma quanto è bella questa parola???

27 agosto, 2007 16:53  
Blogger astrosio said...

(kaishe, secondo me fa andare i tilt tutti i misuratori di bellezza di parole. non ho parole.)

27 agosto, 2007 16:59  
Anonymous Anonimo said...

luna, sole, galassie, astri, ENTROPIA!

27 agosto, 2007 17:10  
Anonymous Anonimo said...

cometa.

27 agosto, 2007 17:10  
Blogger astrosio said...

giusto, margherì. brava. e brava pure a cometa.

27 agosto, 2007 17:14  
Anonymous Anonimo said...

sapete che vi dico? che io il disordine dei miei pezzi me lo tengo ancora un po'. Non è così male.

27 agosto, 2007 17:14  
Blogger astrosio said...

no, infatti. finché dura...

27 agosto, 2007 17:16  
Anonymous Anonimo said...

Il dis-ordine dovrebbe essere il contrario dell'ordine, come da etimologia. Pertanto non esisterebbe se non esistesse l'ordine. L'ordine può dunque diventare disordine, ma il disordine non può essere tale senza aver avuto un ordine che lo precedesse.
MA se siamo originati dal caos, come si conciliano i due concetti? Forse, e qui concludo, l'etimologia è sbagliata, è un errore epistemologico (termine a mio avviso superiore a "apodittico", che non vuol dire niente ma può esser messo ovunque senza rischiare che sia fuoriluogo): il dis-ordine dovrebbe chiamarsi, chessò, "obragna" e l'ordine "disobragna". O una cosa così, comunque.

27 agosto, 2007 17:17  
Blogger astrosio said...

marcolo, il tuo ragionamento si inceppa nel momento in cui parli male del termine "apodittico". questo mi dispiace ma non lo accetto. pertanto ci vediamo in tribunale.

27 agosto, 2007 17:22  
Anonymous Anonimo said...

Oggi ero al parco, col telo da picnic e un sole un po' smunto, e pensavo che, da quando sono emigrata in terra angla, non ho piu' assaporato quel gusto rovente da estate italiana, quei due o tre mesi di scombussolamento, sole, mare, salsedine, zanzare, cinemini all'aperto, cotte e scottature, il tormentone del momento su tutte le radio, la depressione da rientro e tutto il resto...
Non so dire se mi manca, e' come se avessi raggiunto una specie di atarassìa.

28 agosto, 2007 00:10  
Blogger astrosio said...

ti mando una canzone via mail.

28 agosto, 2007 06:16  
Blogger STEFY said...

RI-PRIMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

28 agosto, 2007 07:03  
Blogger astrosio said...

ri-vinto!

28 agosto, 2007 08:28  
Blogger astrosio said...

non cancello i commenti. mai. quasi mai. se dai commenti si può risalire, in via diretta o indiretta, all'identità o ai dati sensibili di un terzo che non ne sa niente, ritengo sia una mia responsabilità cancellarli. morale. e, forse, anche giuridica.

31 agosto, 2007 14:14  
Blogger astrosio said...

qui giace un commento.

31 agosto, 2007 20:12  
Blogger astrosio said...

carissima, come ho già detto, non condivido lo spirito che anima la tua pagina web. pertanto non mi fa piacere che ci si possa collegare dal mio blog. sarai ben accetta se ti firmi senza il link o con altri pseudonimi. altrimenti, mi sentiro' costretto a cancellare eventuali altri commenti. invece, se commenterai con le precauzioni di cui ti ho detto e con altri contenuti, sarai benvenuta.

31 agosto, 2007 20:14  

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