giovedì, febbraio 15, 2007

5 domande a... Francesco Dimitri




saltando di palo in frasca, faccio un’altra intervista.
questa volta, parlo di letteratura.
troppo spesso infatti per letteratura con la L maiuscola si intende tutto tranne quella cosiddetta “di genere”. e, se pure qui si tratta di horror, e non di fantascienza, sembrano cadere nel nulla le parole di un saggio magnifico uscito in francia nel 1960, che recitano: attraverso l’abbondante e straordinaria letteratura detta di fantascienza, si distingue l’avventura di uno spirito che esce dall’adolescenza, si piega alla misura del pianeta, si impegna alla riflessione su scala cosmica e colloca diversamente il destino dell’uomo nel vasto universo. ma lo studio di una tale letteratura, così paragonabile alla tradizione orale degli antichi narratori, e che testimonia moti profondi dell’intelligenza, non è cosa seria per il sociologi. (Pauwels e Bergier – Il Mattino dei Maghi, Mondadori)
qui si parla di horror, non di fantascienza. ma il discorso vale ugualmente. ed è questo il senso dell’introduzione che (il grande) Valerio Evangelisti, uno fra i pochi scrittori italiani ad essere molto seguito anche all’estero, fa all’ultimo libro di Francesco Dimitri, giornalista (XL, il Riformista, HitMania) e scrittore (fra gli altri “Guida alle case più stregate del mondo” e “Neopaganesimo”, Castelvecchi Editore).
Evangelisti, nella sua introduzione, sottolinea il concetto quando parla del fatto che in italia, la parola horror “resta impronunciabile”. eppure, se si leggessero con maggiore attenzione e meno pregiudizi molti dei narratori latini e greci, di cui tanto ci vantiamo di essere eredi, magari si potrebbe riconsiderare il problema. a tal proposito, Evangelisti sottolinea il fatto che la parola horror è una parola latina, non solo inglese. e ci appartiene.
inoltre, nella sua introduzione scaricabile sul sito http://www.gargoylebooks.com/ , sottolinea la portata innovativa del libro di Francesco Dimitri, presentandolo come “un romanzo che non somiglia a ciò che è già stato fatto in italia e, in parte, all’estero”.
essendo io un assiduo lettore del blog di Dimitri, http://www.immaginauta.blogspot.com/ , la cosa ha finito per incuriosirmi, e l’ ho contattato.
e mi ha risposto.
le domande le ho elaborate leggiucchiando qua e là qualche anticipazione und notizia.
ma bando alle ciance, si passi senza indugio all’intervista!

1. la storia che racconti è anche una storia d’amore?
E’ una storia d’amore tout court, tra il protagonista, un giovane frustrato, e una bellissima ragazza molto disinibita, Sofia. Il suo arrivo è preannunciato da sogni che forse sono premonitori e forse sono qualcos’altro: da qui il titolo, che però ha più di un significato, come si scopre poco a poco. È una storia romantica, ma nel senso forte del termine, non in quello impoverito che riduce il romanticismo al regalare fiori a San Valentino.
Amore e orrore sono i due elementi tipici del gotico, perché in effetti cosa c’è di più spaventoso dell’essere innamorati? Spaventoso e bello, d’accordo, ma sempre spaventoso. Travolgente.

2. cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?
Volevo scrivere un romanzo gotico ambientato nel mondo che conosco, la Roma di oggi. E dare la sensazione che dentro di essa magia e vita quotidiana, orrori cosmici e ragazze, vivano insieme su un piano di parità. Scrivere un libro che possa piacere a chi ama l’horror, ma anche a tutti gli altri, in modo da superare i confini tra genere e non-genere. Sono confini che fanno bene soltanto ai peggiori giornalisti e ai più attardati tra i professori universitari.

3. ho letto che è già stato opzionato per il cinema. cosa c’è di vero?
Tutto, ma nella fase in cui è il progetto ora, preferirei non parlare. Diciamo che c’è un buon livello di concretezza, anche se niente di fissato su pietra.

4. leggo molto il tuo blog, e trovo molto affascinante quello che penso essere il tuo pensiero. in sostanza mi piacerebbe che rispondessi a questa domanda: cos’è per te l’immaginazione?
Una capacità attiva di creazione della realtà. Se ora penso a quando ho mangiato l’ultima volta una pizza, sto immaginando – il ricordo non ha un livello di concretezza pari all’atto reale. Eppure io considero reali le pizze, anche se, tranne quando le mangio davvero, di fatto la loro “realtà” è del tutto immaginaria. Tutte le pizze che ho mangiato sono immaginarie. E anche, per esempio, i vampiri. I vampiri sono immaginari, nessuno lo nega. Allora qual è la differenza tra un vampiro e una pizza? Questo vale per il ricordo, il passato. Lascio ai lettori con voglia di giocare la possibilità di immaginare cosa può accadere applicando la stessa logica al presente, o al futuro.

5. quanto conta l’immaginazione nella vita di un uomo?
La vita di un uomo è immaginazione, che lui lo voglia o no. Chi si illude di essere “realista”, di vedere “i fatti come sono”, si rende soltanto schiavo dell’immaginazione altrui: visto che l’immaginazione crea realtà, lui si sta gettando anima e corpo in realtà altrui, rinunciando alla propria. Rinunciando, e qui la dico in modo epico, ad essere un dio.
L’immaginazione è sempre in circolo, come il respiro, ma possiamo scegliere se immaginare consapevolmente, o delegare agli altri e firmare in calce. È la stessa differenza che passa tra il respirare in un bosco e stare attaccati al respiratore. A me piace il campeggio e appena posso me ne vado per boschi, ma la nostra società spinge a scegliere i respiratori.
Il punto non è mandare l’immaginazione al potere, come si diceva una volta, ma capire che l’immaginazione è potere, e agire di conseguenza.

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23 Comments:

Anonymous Winx said...

Mah...sarà...c'erto ke sui fiori x S.Valentino nn ha ragione... fanno così tnt "cimitero", ke in 1 libro horror c starebbero pure bene!;)

p.s.: mi spiace Astrò, ma se è un tuo amico gli comprerò il libro...solo x solidarietà economica!!! Nn so xkè, ma mi da l'idea di essere tnt pizzoso, xò la copertina...è bella!;)

15 febbraio, 2007 16:06  
Blogger astrosio said...

prendi il libro. non te ne pentirai.

15 febbraio, 2007 16:14  
Blogger astrosio said...

p.s. non lo conosco personalmente, ma lo stimo.

15 febbraio, 2007 16:16  
Anonymous il giovanni delle paludi said...

..bella intervista, libro intrigante, curioso e astruso... da correre in libreria....

15 febbraio, 2007 17:23  
Anonymous il giovanni delle paludi said...

..bella intervista, libro intrigante, curioso e astruso... da correre in libreria....

15 febbraio, 2007 17:23  
Anonymous PG said...

Ok corro a comprare il libro, perchè mi fido del tuo consiglio e ad esempio ogni volta che mi hai consigliato un film non me ne sono mai pentito... c'erto è anche vero che tu non mi hai mai consigliato un film però che centra? Mi sono mai pentito? Meglio cento pentimenti che un solo rimpianto!
Ma chi l'ha detta sta cagata? Io? ah vabbè allora è vera!
Ciao

15 febbraio, 2007 19:02  
Anonymous pg said...

ma evangelisti sta sempre a sottolineare?
avrà consumato tutte le matite! povero!

15 febbraio, 2007 19:03  
Anonymous Wozniak said...

Grazie per la segnalazione mio caro Astrosio, ora anche divulgatore di… libri.
Quando scelgo di leggere un buon libro, di solito non faccio distinzione fra i cosiddetti “generi”. C’erto è che per me, un libro non deve avere solo una storia originale, ma anche una scrittura particolare. Un bravo autore è colui che riesce a fornire al mio cervello l’input giusto all’ immaginazione ed al pensiero. Il permettermi di “entrare” a vivere altre vite, farmi comprendere esperienze diverse, riflettere e farmi crescere come sapere.
Forse lo leggerò, forse... sperando in un minimo… brivido!

P.S.: la differenza tra un vampiro e una pizza è che la pizza la MORDI, mentre il vampiro… ti MORDE!
… troppo facile!!!

15 febbraio, 2007 19:30  
Blogger astrosio said...

pg, i consigli, se si toglie una s, diventano conigli. buoni da mangiare.

woz, io cerco di diffondere l'astruseria. che sia su un cometa o dentro un libro fa lo stesso.
p.s. se vuoi, quando finisci il libro, puoi anche scrivere qua cosa ne pensi.

15 febbraio, 2007 19:35  
Anonymous Anonimo said...

io non l'ho ancora letto ma so già come definirlo: necessario.

15 febbraio, 2007 19:58  
Anonymous Anonimo said...

AAhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!
ma a chi?

15 febbraio, 2007 19:58  
Anonymous Anonimo said...

ma a che?

15 febbraio, 2007 20:00  
Anonymous Rocco Loturzo said...

Conosco personalmente Francesco Dimitri.
lo conosco da tempo immemorabile, non so ne come ne quando ma un giorno ha smesso di frequentare gli ambienti del porto di Bari, (nel quale si adoperava in mansioni quali facchinaggio, carrellista, timbratore, falegname, cartellonista, ornitologo e arlecchino)
per frequentare i peggio bar della regione lazio ed adescare igniari editori ubriaconi per proporgli le sue idee rivoluzionarie ed anticonformiste.

lo so erchè io c'ero.
e lo spiavo.

oggi o ha avuto culo...
o ha dato il culo.

ciònontoglie che si sia aggiustato parecchio, mo si fa la barba, ha acquisito una spigliata parlantina italiana, con delicato accento meridionale che non guasta mai.

non so quando ha imparato a scrivere, ma so che io non ho ancora imparato a leggere.

una cosa sola so:
tra astrosio e I&I non mi perderò più alcuna recensione.

ovviamente tranne per dimitri, che non mi ha ancora pagato la birra che gli ho offerto 5 anni fa nel porto di bari.

ma questa è un altra storia

saluti a tutti

16 febbraio, 2007 16:32  
Anonymous Winx said...

Grazieee Astròòòò!!!
C'erto ke avevi proprio ragione:
'sto libro è assolutamente meglio di 1 pizza...Margherita!
La storia poi è così maledettamente magica e romantica, con quest'incubo dell'anima gemella e dell'amore eterno...
A tratti mi ricordava un po' Dylan Dog e un po' Streghe, ma è dvr godibilissimo e assolutamente da leggere tutto d'un fiato!

P.G.: scommetto ke lo stai leggendo solo x imparare qualcosa, tnt è talmente...corto!;)

19 febbraio, 2007 10:05  
Blogger astrosio said...

winx, è uno dei libri più astrusi che abbia letto in vita mia. e questo mi basta!!! cmq, sì, sto imparando... più di qualcosa!

19 febbraio, 2007 12:36  
Anonymous PG said...

Ue astrò
Hai risposto ad una domanda fatta a me (PG ricordi?)
che non succeda mai più... io ho un sacco di ammiratori anche sul tuo blog... e ne vado Piero!
a propoito c'era questo tale che si chiamava Piero ed era un pulciaro, meschino, bottegaio (con tutto il risetto per i pulciari, meschini e bottegai) e quando faceva una cosa fatta bene diceva sono proprio Piero di me... e io non ridevo mai... però la cosa mi piacque e glie la rubai, poi la registrai all'uficio brevetti di Toronto (ma questo non è vero, il resto sì)

conunque la risposta che volevo are io a Winx era:
"cmq, sì, sto imparando... più di qualcosa" senza punto esclamativo.

19 febbraio, 2007 12:57  
Blogger astrosio said...

a scusa pg, non avevo letto bene. anzi no, bugia. volevo sovrappormi e farmi l'importante. bugia. era vero prima. anzi no, era vero dopo. scherzo: prima.

19 febbraio, 2007 13:01  
Anonymous Wozniak said...

In una Roma irreale e plumbea, un giovane assistente universitario frustrato, vive una vita di riflesso, compreso un grande amore platonico. Ma l’incontro con l’eterea Sofia, anticipato da sogni premonitori, riuscirà a infondergli il coraggio necessario per affrontare la vita, innamorarsi e vivere questa passione fino in fondo.
Attraverso il suo amico Dagon, misteriose morti, visioni e riti magici, il protagonista arriverà alla sublimazione dell’amore con un finale dal gusto gotico-romantico che ispira ad un ipotetico sequel.
Ennesimo libro del filone giovanilistico, assolutamente NECESSARIO come antidoto all’inutile “3 Metri sopra il cielo”, anche se, personalmente, non l’avrei ambientato nella solare Roma, quanto nella grigia e spenta... Milano.

P.S.: c’erto che il brivido... è tutt'altra cosa.;)

P.S.2: sì, lo so già, oggi a Milano splende il sole!:)

19 febbraio, 2007 13:26  
Anonymous remo remotti said...

me n'annavo da quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano...

19 febbraio, 2007 14:19  
Blogger astrosio said...

woz, bel commento, anche se non riesco veramente a capire come fai a definirlo del filone "giovanilistico". è come dire che l'odissea è un libro rosa perché c'è la storia d'amore fra ulisse e penelope.

remoremotti: hai davanti a te un grande avvenire.

19 febbraio, 2007 15:53  
Blogger astrosio said...

p.s. woz, per il resto, bella recensione. davvero.

19 febbraio, 2007 15:54  
Blogger azrael2393 said...

Questo blog è sul serio un luogo astruso. Interessante.

Ciao, io sono quello con i poteri magici.

02 marzo, 2007 01:51  
Blogger astrosio said...

onorato della Sua visita, Egr.Sig. Angelo di Qualcosa (se non sbaglio). stop.
mi conceda sperare in Sua assidua futura frequentazione di coteste pagine virtuali. stop.

Cordialità,
Astrosio Coteste

02 marzo, 2007 07:53  

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