giovedì, febbraio 11, 2010

il giorno dell'ora

al mondo non c'e' niente di piu' incerto dell'orario. non si puo' mai stare tranquilli: ora sono le 6, per dire, ma fra neanche un minuto saranno gia' le 6 e un minuto; sono le 8? bene, non esserne troppo certo perche': a) da qualche altra parte del mondo e' un'ora diversa; b) fra un'ora sara' tutto diverso, e saranno infatti le nove. insomma, l'orario e' qualcosa su cui non si puo' fare affidamento. troppo lunatico. diverso sarebbe se, per esempio, un'ora durasse almeno due ore. allora, almeno per due ore, uno saprebbe che ore sono con certezza. invece no! cambia sempre. addirittura, se si riuscisse a mettere d'accordo tutti i governi del mondo, per un giorno sarebbe bello avere solo un'ora e basta. cioe', per tutto quel giorno sarebbe l'una. per esempio. almeno per un giorno tutto sarebbe molto piu' ordinato (e i leghisti sarebbero contentissimi, secondo me).

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14 Comments:

Anonymous Ora Pro Nobis said...

moohhccc

sto post è bestiale!
è ora di smetterla!!
e giù fermi tutti immobili per un tempo interminabile

è l'ora della pappa!!
aaaahhhhh ma non finisce piùù
hahhahaha

e l'ora d'aria?
aleee aleee aleeee

il problema doventa quando è ora di studiare, o peggio, di lavorare..
aaaaaaaaaarrgghhhh!!

ma la cosa più besctiale sarebbe l'ora pro nobis...
da morire!!

nun so astrò, forse è meglio accontentarsi...

11 febbraio, 2010 15:57  
Blogger astrosio said...

ora et labora!

11 febbraio, 2010 16:27  
Blogger Cadibal said...

che ora è?
sempre

11 febbraio, 2010 22:41  
Anonymous ORA..RIO!!! said...

SI PARTEEEEEEEEEE!!!

12 febbraio, 2010 00:50  
Anonymous Anonimo said...

mah. se proprio devo esprimermi, eliminerei dal pregievole climax asciendente il leviero di sinistra, semanticamente naticamente fuori luogo.

e qui chiedo alla veterinaria: negli spogliatoi femminili un esemplare troneggia nel mezzo con la seguente livrea: stivaletti complicati tutti lacci e tacchi altissimi, calze autoreggenti con elaborato fregio di pizzo in cima, intimo coordinato non ho fatto in tempo perché aperta la porta per prendere la giacca a vento sono scoppiata a ridere.
ehm.

a già, la domanda:
da dove viene? dove va?

12 febbraio, 2010 07:47  
Anonymous Anonimo said...

ps. mumble..mumble..forse devo rivedere la mia tecnica di sedurre uomini esibendo calzini identici ai loro...

12 febbraio, 2010 08:16  
Anonymous Anonimo said...

e anche le mutande con le giraffe, forse...

12 febbraio, 2010 08:18  
Anonymous Anonimo said...

Tu, ragazzo mio , sei un genio !
R

13 febbraio, 2010 13:51  
Blogger Cadibal said...

in genere esemplari di tale specie gironzolano nelle cliniche veterinarie d'elite.Che so, quelle di milano centre, non di certo nelle campagne pisane. Ho studiato però su tomi di etologia giganterrimi il comportamento di siffatte creature: sembra che nell'intimo delle mura delle proprie case siano solite girare in tenute di pile

13 febbraio, 2010 15:27  
Anonymous Anonimo said...

io ho appena visto alla tv che la marmotta leccava un escursionista diventato suo amico, al quale hanno poi spiegato che la marmotta lo leccava attirata dal sale. e infatti lo leccavava dove era più sudato. pare che l'escursionsita ci sia rimasto male e abbia deciso di farsi un tuffo nel laghetto di montagna, prima di incontrarla. e così ci è rimasto davvero.

13 febbraio, 2010 15:55  
Anonymous Anonimo said...

no, non era un documentario, era il tg. e va bene, l'ultima parte della notizia "l'escursionista e la marmotta" non l'hanno ancora data, ma vedrete che nell'edizione delle venti e trenta...

13 febbraio, 2010 16:07  
Anonymous Anonimo said...

(una marmotta ha spifferato..)

13 febbraio, 2010 16:08  
Anonymous Anonimo said...

Rocco, tesorooo, ho avuto l'ennesima idea...


"Gioca col Tg: la notizia creativa"


ascolti la notizia, tipo questa, Tg2 ore 13.00, qualche settimana fa

Esteri, Medioriente, Israele: presunto avvistamento di una sirena ad Haifa

oppure la first Lady giapponese che dichiara di essere stata rapita dagli extraterrestri...


e tu ci inventi il finale. puoi anche farci un disegno coi pennarelli, una scenetta per il teatrino della scuola...

13 febbraio, 2010 16:27  
Anonymous Anonimo said...

ma sono queste le famose calze a rete, vero?

autoreggenti?

sono stata in un negozio di sport ma non me le hanno vendute. e mi hanno anche guardato male.
brutti maleducati!

13 febbraio, 2010 17:10  

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