mercoledì, febbraio 17, 2010

poesia trucibonda


un bel di' / che non fu affatto un bel di' / Uno mori' / e Un Altro lo seppelli'. / ma Un Altro non lo seppelli' bene / e Uno anche da morto soffri' le pene / per via di un torvo / alato e nero corvo / che del suo corpo fece un pasto empio / facendone scempio. / quindi, senza tema di esser considerato pazzo / posso dir che fu proprio un giorno del cazzo: / un corpo divorato da un becco / non puo' dirsi cosa amena, ecco.

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10 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, mi vedrai seduto
su la tua pietra , o fratel mio, gemendo
il fior de' tuoi gentili anni caduto...


l'ho recitata a mio fratello e quel gran maleducato mi ha interrrotto! non ci vado più, a trovarlo in ospedale! con tutta la strada che ho fatto, la benzina, il parcheggio, il marocchino...

17 febbraio, 2010 08:47  
Blogger astrosio said...

be', un po' lo capisco. ecco. :D

17 febbraio, 2010 08:59  
Anonymous Rocco In abiti di gran gala said...

CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP

17 febbraio, 2010 10:37  
Blogger Catia said...

l'ingrato compito tocca al veterinario :
quella della foto è una cornacchia!
mi rispuondo solerrima diciendo che nessuno voleva metterci un corvo.che le cornacchie essendo femmine tirano di più ecc ecc ecc.
Signor astrosio, non pensavo di trovarmi mai a dirlo (quando si parla di dimensioni subentra sempre un certo imbarazzo): mi piace la sua metrica

17 febbraio, 2010 11:03  
Anonymous Anonimo said...

squisita dottoressa, la ringrazio per l'invito a vossignori. io sarò in nepal con una giacca di lapen, ma l'accarezzerò pensando a voi.

17 febbraio, 2010 12:15  
Anonymous un cecchi poetico said...

...non puo' dirsi cosa amena, ma può darsi che te meno.
Così. tanto per rendervi partecipi anche della mia vena poetico-borgatara.

17 febbraio, 2010 14:43  
Blogger Catia said...

vedrò di trovare anch'io qualcuno che allisci la mia, di pelliccia. Ha decisamente perso lucidità. Ma pisa non è il Nepal e fare da sè non è tanto facile. Cecchi, c'è qualche altro poeta lisciatore nella sua borgata?

17 febbraio, 2010 18:52  
Blogger erica said...

Quando aspiro dalle nari
i tuoi lezzi centenari

quando premo sul tuo viso
che si spezza all'improvviso

pur lasciando intravvedere
umide orbite vuote e nere

entro cui , ciechi e inermi
folli si agitano mille vermi

- scempio scritto come reazione alle bimbo - minkia al tempo in cui andavo al cazzo di liceo artistico.(1400 circa )


poi ce n'era un'altra su Alfredino ...ricordate il bambino di 12 anni caduto nel pozzo artesiano???

' Sono Alfredino sono tornato
dal buco dove mi avete lasciato

ma chi e' quell'altro bambino
che sta dormendo nel mio lettino???'

poi naturalmente mi sono rotta il cazzo.

mai avuto problemi coi corvi pero' una volta ho dato un cazzotto ad un cigno...

17 febbraio, 2010 22:44  
Blogger astrosio said...

complimenti per la verve poetica, ecco.

18 febbraio, 2010 07:49  
Blogger erica said...

che fa ' , sfotte??haw haw
..ecco....

19 febbraio, 2010 04:48  

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