
io del resto non è che posso (no, il congiuntivo il più delle volte non lo sopporto) definirmi pienamente allineato con il pensiero dominante in materia di saltimbanchi professionisti. d’altra parte è un argomento su cui sono in pochi, e io non sono fra quelli, a saperne qualcosa. direi che quelli che ne sanno qualcosa si possono contare sulle dita di una mano. o forse anche di due. diciamo sulle dita di due mani e un piede. di più non oso, ma potrebbe anche darsi. ci tengo a precisare e a ripetere, però, che non sono fra quelle dita e che, fosse per me, quelle dita le taglierei e al posto loro ci metterei tipo dei chiavistelli o dei razzi interplanetari che partirebbero direttamente dalle falangi per viaggi pieni di mistero e avventura. o ci metterei tipo cose da mangiare, in modo tale da evitare di perdere il tempo necessario per prendere un panino, perché il panino sarebbe già montato sulla mano e uno se lo potrebbe mangiare direttamente. o comunque delle cose più utili delle dita. dipende dai casi. perché le dita sono molto versatili, ma poco utili a scopi precisi. tipo per esempio le dita non possono essere usate come trapano per forare materiali duri come il titanio o l’acciaio inossidabile. ma possono essere usate per afferrare strumenti utili a questo scopo. pertanto, il problema dita presenta un passaggio in più rispetto allo strumento bello e pronto. allora invece di impiegare risorse di tempo e di soldi per costruire robot che simulino le mani, secondo me sarebbe più economicamente conveniente sostituire le dita con gli attrezzi utili allo scopo di volta in volta individuato. si salterebbe il passaggio dell’afferrare quegli strumenti e si eviterebbero gli sforzi per inventare robot che sostituiscano le mani al semplice scopo di afferrare gli strumenti utili allo scopo di volta in volta individuato. e chi non ci ha mai pensato, è solo per superficialità e scarsa capacità di riflettere. sulle cose bisogna riflettere e non fuggire. soffermarsi e pensare. questo bisogna fare. si avrebbero in questo modo molte meno dita. si potrebbero altresì usare le dita per concimare i terreni brulli del terzo mondo. o farne degli stufati per i poveri. insomma in questa storia del taglio delle dita ci sono ampi margini di ottimizzazione del sistema. è una cosa semplice e sotto gli occhi di tutti. ma nessuno ci pensa.
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