Rocco, Astrosio e il Catamarano - III
Allora, ci mettiamo a guardare. Ovviamente non essendo cambiato il fottutissimo splendido vento che c'era il giorno prima, lo stronzo incontrava le nostre stesse difficoltà. E tira una volta, e tira due e tira tre. Niente. E dalla spiaggia si nota che sta perdendo la calma. E tira un'altra volta, e tira un'altra volta ancora, niente. E noi a urlare, a ridere, a rotolarci sulla sabbia come i pazzi. Mentre M. si allontana. Finché qualcuno (non fra noi) ha il buon senso di chiamare la guardia costiera che lo va a rimorchiare. BUHAHAHAHAHAHAHAH! E la sera... lo aspettiamo al varco. Al bar del porto. E arriva! Ovviamente finisce in mezzo a un cerchio di "bomboloni", fra cui il mio tatuatore (Quello che mi ha fatto i tatuaggi che effigiano il mio mortale simulacro) alto quasi due metri, grosso, cattivo (molto cattivo). Ora purtroppo non ricordo le cose che gli abbiamo detto, ma gliene dicemmo tante. E lui rosso come un'anguria matura, non riusciva a ribattere. O meglio, ci provò anche. Disse a un certo punto: "va bene, ok. siamo pari. la rivincita ce la giochiamo a pallone". E il Fambrus ebbe a dire: "A pallone? A PALLANNUOTO!" E lo sommergemmo. A onor del vero, rimase a sentirsele tutte. Che dimostrò comunque un minimo di onore. Poi però trovò una scusa e fece per andarsene. Allargammo il cerchio per farlo passare e quello, ancora scosso, inciampa nel marciapiede e finisce a terra tenendosi la caviglia "Ahia! Ahiahaiahiaihia!" BUAHAHAHAHAHAH! Due lo vanno a prendere da terra e lo sistemano su una sedia del bar, e gli portano il ghiaccio. L'ultimo ricordo che ho di lui quella sera è seduto sulla sedia del bar con il ghiaccio sulla caviglia. Mentre io e Rocco trangugiavamo birra festanti come avessimo vinto venti miliardi al superenalotto! Grande giornata! Grande mare! Grande vento! Forse vinti venti miliardi non saremmo stati così felici. Ok. Ho esagerato. Forse. Ma credo sia questa la giustizia pagana del mare. Che ripaga e punisce. Lasciato a sé stesso, senza l’intervento umano, il Mare ha le sue regole. Io e Rocco ne abbiamo avuta una piccola dimostrazione.
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