sabato, maggio 16, 2009

cateto

Era sabato. Cateto se ne andava in giro tutto contento e tronfio: io sono cateto, io sono cateto, tu chi sei? io sono cateto. io sono io e voi non siete un cazzo... e via dicendo, cose tipiche da cateto il sabato sera, tipo io sono cateto, io sono cateto.
Era lo stesso sabato. Cateto cominciava già a essere mal visto dal settantaquattro percento degli altri lati avventori dei noti pub frequentati da questi giovani di oggi un pò scapigliati, quando a un certo punto, arriva Ipotenusa: "ah bello, hai rotto li cojoni"
Povero Cateto, dritto a casa

Fambrus

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CIGNORANZA

c'era uno, no. UNO. bè, costui non era affatto felice. Lo credevano gli altri, credeva lui. Ma in realtà avevano ragione gi altri, ma UNO non lo sapeva, e dunque era felice. un giorno passò una fata con la coda di cavallo e gli disse: "vuoi tu finalmente essere felice? brutto anatroccolo dei miei coglioni". "già sonlo" rispose UNO, ignorando il suo stato di infelicità, e aggiunse "... e modera il linguaggio, troia".

La morale è: se una c'ha la coda di cavallo, le piace succhiare le palle.

Fambrus

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