mercoledì, ottobre 14, 2009

ciak si gira - il camion del destino


quando il sole ripiega a orienta e indora i campi e blablabla eccetera eccetera... umberto il postino torna a casa da sua moglie dopo una dura giornata di lavoro e la trova a letto col suo vicino di casa che lo riempie anche di botte perche' li ha disturbati. il povero umberto, malconcio e umiliato, cacciato da casa sua, sale a bordo della sua bicicletta e pedala faticosamente verso l'avvenire. ma passa un camion e lo prende sotto. e cosi' il povero umberto viene ricoverato in ospedale. il povero umberto e' in coma. e ci resta per un paio di giorni. quando si riprende, nel dormiveglia dei sedativi gli sorge il dubbio di aver sbagliato casa. tanto che finisce per convincersene. allora, quando lo dimettono torna a casa perche' vuole capire se ci ha visto giusto. invece no, non aveva sbagliato casa e la moglie sta di nuovo trombando con il vicino di casa. che di nuovo gli si avventa addosso ma umberto stavolta ha una pistola che si e' portato per precauzione. umberto spara al vicino e il vicino muore. poi dice alla moglie: e mo scopati al morto! la sputa e se ne va. verso l'avvenire. ma stavolta chiede un passaggio. a un camion. ecco. questa e' la trama di un film perfetto. ecco. storia d'amore e romanzo di formazione. cioe', e' perfetto.

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sabato, giugno 16, 2007

il nonno di aidi

Il nonno di aidi era un serial killer che viveva sulle montagne per sfuggire alla legge. Aidi non era sua nipote ma un parto della sua mente malata. Peter, lungi dall’essere un bambino così come gli occhi del nonno di aidi lo vedono, è un ritardato mentale di quarant’anni. Che si incula le capre. Tutte le altre fregnacce che si vedono nel cartone, sono solo frutto della mente malata del vecchio serial killer. Che ha una personalità disturbata. Abbandonato dai genitori, da piccolo venne mandato a lavorare nella villa di un nobile vizioso, che lo sevizia più volte fin quando il nonno di aidi, allora poco più che un bambino, riesce ad evirarlo e a scapparsene. Da allora, conduce una vita tormentata dedita all’assassinio e al massacro, riuscendo sempre a sfuggire alle forze dell’ordine che allora non erano ancora preparate a questo tipo di situazioni. Vecchio e malato, si ritrova sulle montagne, con una nipote immaginaria, simulacro di un’innocenza vagheggiata e mai vissuta, di un ritardato quarantenne, e di una delle sue vittime che mantiene in vita per hobby e sadismo, e tiene segregata nella stalla, clara, la quale, anche lei, non è piccola come si vede nel cartone ma ha 53 anni ed è una ex-baldracca ridotta sulla sedia a rotelle dalla sifilide.

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lunedì, marzo 27, 2006

ciak si gira - biancaneve e i sette freak


sette disabili lavorano in miniera.
un nano li dirige.
poi c'è uno schizofrenico, soprannominato brontolo.
un narcolettico, soprannominato pisolo.
tre ritardati, soprannominati cucciolo, gongolo e mammolo.
uno affetto da sinusite cronica, soprannominato eolo.
i poveretti, essendo anche rachitici, adatti quindi a cunicoli e passaggi stretti, riescono ad ottenere in concessione una miniera nel bosco.
qui arriva un puttanone, detta biancaneve, inseguita dalla magnaccia, detta la matrigna.
il puttanone è una classica "scaldacazzi", che gliela fa annusare ma non gliela dà mai.
la magnaccia la rintraccia e riesce a passarle della droga tagliata male.
biancaneve va in overdose, e i nani, che tanto intelligenti non sono, si disperano perché ancora nutrivano qualche speranza.
ma arriva un medico nel bosco, vede biancaneve, le fa un'adrenalina, e biancaneve si riprende.
biancaneve, che stupida non è, si intorta il medico e se ne va con lui.
lasciando i sette handicappati a lavorare in miniera.
(mortacci di biancaneve.)

astrosio, 30-3-2006. tutti i diritti riservati.

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