la virtu' de' sensi

Dagli atri mucosi del foro capiente,
dai boschi dell'ampia vagina ridente,
dai solchi bagnati di fertile umor,
un pene esaltato repente si desta;
intende lo scroto, solleva la testa
percosso da novo crescente turgor.
Dai guardi vogliosi dei roridi volti,
Qual raggio di sole da nuvoli folti,
Traluce de’ sensi la fiera virtù.
Nell’antro accogliente, sicuro ed esperto
S’insinua concorde il pene profferto
Col fermo pensiero dell’ora o mai più.
Si drizza voglioso, si tende fremente,
Per torti sentieri con passo incalzante,
Fra tema e desire, s’avanza e ristà;
E adocchia e rimira rossastro e confuso
Della dea il volto di luce soffuso.
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