venerdì, novembre 07, 2008

telefonata


- Pronto?
- Sì?
- Come sta?
- Bene, ma lei chi e’? un dottore?
- No, cercavo compagnia.
- A, guardi, casca male, sono solo anch’io.
- Mi scusi, ma mi sembra di notare un vizio logico.
- Quale vizio?
- Non so, uno a caso.
- Il vizio del gioco?
- Anche, perche’ no?
- Perche’ il vizio del gioco e’ una brutta bestia.
- Quanto ha ragione!
- Gia’… pensi che un mio cugino ha perso tutto.
- Con il vizio del gioco?
- No, per la strada.
- Era distratto?
- No, un po' coglione.
- Capisco… sono brutte storie.
- Bruttissime, pensi che un altro mio cugino anche ha perso tutto.
- Anche lui era un po' coglione?
- No, era distratto.
- Ma quanti dei suoi cugini hanno perso tutto?
- Un migliaio.
- Cosi’ tanti?
- E pensi che ho approssimato per difetto.
- Se avesse approssimato per eccesso?
- Avrei detto un miliardo!
- Non le sembrano un po’ troppi?
- Non bado a spese.
- Bravo, fa bene. Oggi ci siamo, domani chissa’.
- E dopodomani?
- Non lo so, provi a chiedere a suo cugino.
- Quello che ha perso tutto?
- Uno a caso.
- Si’, mi sembra giusto.
- Bene, mi fa piacere.
- Grazie per il consiglio.
- Prego, si figuri.
- Allora, arrisentirci.
- Arrisentirci.

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venerdì, aprile 04, 2008

telefonata numero boh

A* - Pronto? chi cazzo sei?
B – Salve so… Scusi, ma insomma, chemodisono?
A - Che cazzo vuoi?
B - Ma… ma…
A - Mamà un par de palle, mortacci della di tu’ nonna fregna, Che d’ umori insani è pregna.
B – Ehm… scusi, devo aver sbagliato numero.
A- Scusa il cazzo, coglione.
B - Ma… ma…
A - Ancora sto “mamà” ? La vuoi finire di rompere il cazzo?
B – Scusi eh? Hehehe… ma non potrebbe evitare di dire tutte queste parolacce?
A – No, pezzo di merda. Che ci sta ‘na legge che dice come devo rispondere?
B - No, ma…
A - E allora perché rompi i coglioni? Tu hai chiamato e rispondo come stracazzo mi pare.
B - Va bene, se lei pensa…
A - Io penso cosa? Che ce lo sai tu che penso? Mi chiami, sbagli numero, rompi i coglioni, mi dici come devo parlare, mi dici cosa devo pensare. Ma ti rendi conto di quanto sei idiota?!
B - Clic…
A – …mavaffanculo… (clic)

* La A sta per Astrosio. La B sta per un terzo a caso.

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lunedì, marzo 17, 2008

telefonata ennesima

A driiin
B pronto?
A pronto?
B chi parla?
A chi parla?
B è lei che ha chiamato, chi parla?
A è lei che ha chiamato, chi parla?
B la smette di ripetere quello che dico?
A no.
B e perché?
A perché sono un neurone specchio.
B a?
A ho detto che sono un neurone specchio.
B un murone... ?
A neu, neu-rone, specchio.
B un neurone vecchio?
A No! cazzo! ma lei è proprio stupido!
B E che ci posso fare se non sento bene!
A Uff… vabbe’, comunque… neu-rone SP, specchio!
B Un neurone specchio?
A Ooooh! Finalmente!
B E perché ripeteva tutto quello che dicevo?
A Per spasso.
B ho capito…
A E ora?
B non so… signor Specchio.
A ma Specchio non è il mio nome!
B e come si chiama?
A Ugo.
B Bel nome.
A Grazie.
B Prego.
A ma insomma, la vuole finire di essere così remissivo?
B va bene. la smetto.
A lo vede?
B cosa?
A che è remissivo! Cribbio!
B ha ragione, mi scusi.
A E BASTA! Tiri fuori un po’ le palle!
B sì, mi scusi, ha ragione.
A ma mi sta prendendo in giro?
B cosa?
A dico, mi sta prendendo in giro?
B no, non credo.
A come sarebbe a dire “non credo”? non sa neanche se mi sta prendendo in giro?
B no, credo di no.
A ma lei sta male…
B questo non è vero.
A lei si deve fare le analisi, senta a me.
B che analisi?
A era per dire! Cribbio!
B mi scusi.
A senta, qui non ne usciamo più.
B è vero.
A Attacco io o attacca lei?
B Attacchi lei.
A Ok. Sto attaccando.
B Attacchi, attacchi.
A E’ pronto?
B Aspetti, no, non sono ancora pronto.
A E cosa aspetta?
B Non lo so, provo come un senso indefinito di inquietudine.
A E a cosa è dovuto?
B Se lo sapessi non sarebbe poi così indefinito, non le pare?
A Certo, su questo ha ragione.
B Visto?
A Cosa?
B Che ho ragione.
A Ma se era questo che voleva poteva dirlo subito.
B Ci volevo arrivare per gradi.
A Certo, capisco, ma io non ho tempo da perdere.
B Nessuno ha tempo da perdere.
A Io in particolar modo.
B se lo dice lei…
A E chi lo dovrebbe dire?
B non so, uno importante, il papa, il presidente…
A Il presidente? Che presidente?
B Uno a caso, faccia lei.
A Le va bene il presidente dell’associazione bocciofili?
B Va benissimo.
A perfetto. Allora a risentirci!
B Quando vuole. A risentici.
A Salve salve.
B Click.

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lunedì, febbraio 11, 2008

telefonata

A) Pronto?
B) Pronto!
A) Chi parla?
B) In senso lato?
A) No, in senso stretto. Chi parla?
B) In senso stretto parliamo entrambi, alternandoci. In questo momento parlo io.
A) E chi sei tu?
B) Quello che parlava prima che mi facessi la domanda e che sta parlando in questo momento. Sempre per rispondere a quella domanda.
A) Hehehe, quella domanda ormai non mi interessa piu’. Che ne pensi ora di dirmi chi sei?
B) Trovo questa richiesta del tutto ragionevole e notevolmente piu’ interessante della precedente.

A) allora?
B) Allora?
A) mi dici chi sei?
B) in senso lato o in senso stretto?
A) in senso stretto: mi dici chi sei?
B) questa è una delle domande a cui è piu’ difficile rispondere: chi infatti puo’ dire davvero di sapere esattamente chi è? Tu sai chi sei?
A) Senti, smettila di prendermi per il culo e dimmi chi sei
B) Va bene, se ti devi arrabbiare ci provo: sono fondamentalmente un viandante alla ricerca di se stesso.
A) Ma vaffanc…
B) Ho un’agenzia di modelle sole, giovani e straniere.
A) Cioè?
B) Cioè, sempre rispondendo alla sua domanda, provavo a identificarmi tramite il mio lavoro.
A) Ah… e così lei ha un’agenzia di modelle?
B) No.
A) Ma prima ha detto…
B) Cosa?
A) …che ha un’agenzia di modelle sole… giovani…
B) No. bugia. Non ho detto niente di tutto cio’.
A) Va bene, ho capito. Arrivederci.
B) Questo è impossibile.
A) cosa?
B) che ci ri-vediamo. Non essendoci mai visti prima, al limite ci vediamo.
A) Sì, certo certo. Ora pero’ devo andare, ok?
B) Dove?
A) Cazzi miei!
B) Quanti ne hai?
A) Miliardi!
B) Mi spiace.
A) Ma vaffanculo.
B) vaffanculo tu.
A) No, tu!
B) No, tu!
A) Sei bravo tu, protetto dal telefono. Se stavamo uno di fronte all’altro ti avrei già spaccato la faccia, credimi.
B) ti credo.
A) e allora perché non vieni allo scoperto e ci vediamo a quattrocchi, figlio di puttana?
B) secondo te sarebbe ragionevole da parte mia avere voglia di incontrarti su queste basi?
A) Vigliacco, stronzo…
B) Dai, calmati.
A) no che non mi calmo, coglione. Vieni qui che ti spacco il culo!
B) No grazie.
A) No, eh? Vigliacco…
B) non sono vigliacco. Solo che non trovo appetibile la prospettiva di venire da te e farmi spaccare il culo.
A) Dì piuttosto che hai paura e ti ripari dietro un telefono!
B) Pensi che sia così piccolo?
A) Eh?
B) Dico, pensi che sia così piccolo che basti un telefono a farmi da riparo?
A) Ma che stai dicendo?
B) Ma insomma, hai detto che mi riparo dietro un telefono! Cribbio! E la cosa è impossibile da un punto di vista scientifico!
A) Senti idiota, io ti uccido, ti spacco la faccia!
B) Ora come ora è impossibile.
A) Basta! Guarda che faccio rintracciare la telefonata e chiamo i carabinieri!
B) In quest’ordine?
A) Eh?
B) Prima fai rintracciare la telefonata e poi chiami i carabinieri?
A) Me ne sbatto dell’ordine! Ti faccio ingoiare la cornetta del telefono con tutto il filo!
B) Impossibile, parlo da un cellulare.
A) AH-HA! Allora sara’ facilissimo incastrarti!
B) In un cellulare? Impossibile. Tu hai qualche problema con le dimensioni.
A) Bastardo! Ti ammazzo, giuro che ti ammazzo.
B) Senti, ho avuto molta pazienza con te ma a questo punto credo che sia legittimo da parte mia avvisare le forze dell’ordine di questa minaccia!
A) Ma che stai dicendo?!?! Non so neanche chi sei!
B) Ma io sì. Ci vediamo in tribunale!
Click!

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sabato, novembre 04, 2006

telefonata 7


- pronto? -
- sì? -
- può passarmi un attimo sua moglie? -
- certo. cara? CARA?! -
- non è in casa? -
- no, è che non sono sposato. -
- e allora perché mi fa perdere tempo? -
- sinceramente non lo so. devo darle una risposta subito? -
- non c’è problema, tutto sommato non mi interessa poi tanto. -
- meno male. grazie. -
- si figuri. l’importante è venirsi incontro. -
- su questo non ci sono dubbi. -
- e dove sono? -
- guardi è semplicissimo. segua sempre dritto. -
- mi conviene di più a piedi o in macchina? -
- ha una bicicletta? -
- ho i pattini da ghiaccio. -
- no, quelli non sono consoni. -
- non lo dica a me. -
- e a chi lo devo dire? -
- a mia moglie. gliela passo? -
- se vuole. -
- fa lo stesso se non sono sposato? -
- massì, non si preoccupi. -
- allora attenda un attimo che gliela passo. -
- al telefono? -
- no, al tritacarne. -
- un passato di moglie? -
- sì, sono un transessuale. -
- brutta l’operazione? -
- diciamo che è un tipo. -
- ne terrò conto. grazie. -
- prego, si figuri. -
- salve, salve. -

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telefonata 6


- pronto? -
- sì? -
- con chi parlo? -
- scusi, ma ha chiamato lei. -
- lei chi? -
- mia moglie. -
- che vuole? -
- soldi. -
- quanti? -
- duecento? -
- va bene. -
- assegno o contanti? -
- tanti quanti? -
- avevamo detto duecento. -
- e le sembrano tanti? -
- dipende. -
- anche questo è vero. -
- sono d’accordo. -
- anche io. -
- no scusi, lei non può essere d’accordo con se stesso. -
- no scusi, se mia moglie non fosse d’accordo come me stesso avrei grossi problemi. -
- forse ha ragione. -
- anche lei. -
- lei chi? -
- sua moglie. -
- lei ha sempre ragione. -
- le donne… -
- eh già… -
- vabbè, io ora devo andare. -
- dove? -
- in montagna. -
- io preferisco il mare. -
- io la campagna. -
- ma va in montagna… -
- chi? -
- lei. -
- mia moglie? -
- no, mia sorella. -
- ah, me la saluti. -
- non mancherò. -
- grazie e arrivederci. -
- salve, salve. -

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giovedì, ottobre 26, 2006

telefonata - 5

- pronto? -
- sì? -
- sto per uccidermi e ho chiamato uno a caso -
- dunque per lei sarei uno qualunque, uno a caso?-
- non ho detto questo -
- basta, non ne posso più, mi uccido -
- no, scusi, qua il suicida sono io -
- e dove sta scritto? -
- sul biglietto d'addio che ho scritto -
- me lo fa leggere? -
- e come? per telefono? se vuole glielo leggo.-
- eh no, scusi, ma così può inventarsi quello che vuole.-
- non posso darle torto.-
- perché dovrebbe? è un bastian contrario?-
- solo i giorni dispari.-
- i giorni pari?
- do ragione a tutti.-
- che giorno è oggi? -
- giovedì. -
- ah, grazie.-
- di niente si figuri.-
- bene, allora arrisentirci -
- eh no, questo non è possibile.-
- giusto, mi scusi, lei si ammazza. allora... buona morte.-
- grazie anche a lei. -
- eh no, è lei che deve uccidersi. -
- ma non aveva detto che si sarebbe ucciso anche lei. -
- sì, ma non subito.-
- bah, faccia come vuole. addio.-
- addio.-

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telefonata - 4

- pronto?-
- sì? –
- bla bla bla bla…-
- può essere più chiaro? –
- no. bla bla bla bla…-
- ma sa dire solo bla bla bla?-
- no, anche no. e anche anche. e anche e.-
- mi scusi. –
- no. bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla…. –
- ha finito? –
- no.-
- e allora vuol farmi perdere tempo? –
- no.-
- lei ne vuole perdere? –
- no.-
- ho capito, io chiudo, non so lei che vuole fare.-
- anche.-

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telefonata - 3

- pronto? -
- sì? –
- mi sente?-
- certo, parli pure.-
- e di cosa? –
- non so… faccia lei…-
- sport?-
- no, la prego…-
- amore? lavoro? –
- non ha altri argomenti? –
- sesso?-
- un altro? –
-uhm… politica? –
- guardi, non voglio fare il difficile, però…-
- ho capito. cucina? –
- senta, forse la verità e che oggi non ho voglia di parlare. le chiedo scusa. –
- si figuri, non c’è problema. arrisentirci.-
- salve, salve…-

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telefonata 2

- pronto? -
- sì? –
- carlo? –
- no… forse ha sbagliato –
- era proprio quello che volevo fare. –
- allora ci è riuscito complimenti. –
- grazie. –
- di niente. sbagli pure quando vuole.-
- grazie ancora arrisentirci.-
- salve, salve…-

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telefonata - 1

- pronto? -
- sì, salve, sono un cliente.-
- a bene, le servono cani ballerini?-
- uhm… sono incontinenti? –
- no, a dir la verità no. ne abbiamo alcuni colitici.-
- allora non mi interessa. grazie.-
- prego, arrivederci.-
- arrisentirci al massimo. e poi ho chiamato io. questa conversazione non ha alcun senso. –
- e allora? dobbiamo perdere tempo su questo? –
- no, effettivamente. arrisentirci.
- salve, salve. -

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